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Molte persone con ridotte capacità motorie, visive o uditive, si trovano, purtroppo, ad essere ancora in parte discriminati poichè uno scalino o la larghezza di una porta sono loro di impedimento nelle varie occasioni di vita sociale.

Quali sono e come si possono superare quegli ostacoli che non permettono ad una persona
di compiere autonomamente qualsiasi attività (studio, lavoro, tempo libero, accesso ad edifici pubblici, etc.)?

Le barriere architettoniche possono essere rappresentate da elementi architettonici (parcheggi, porte, scale, corridoi), da oggetti ed arredi (lavandini, armadi, tazze WC), da mancanza di taluni accorgimenti (scorrimano, segnaletica opportuna) o da elementi che possono essere causa di infortuni (materiali sdrucciolevoli, porte in vetro non evidenziate, spigoli vivi...).

Nelle nostre città italiane sono ancora presenti tante barriere architettoniche, malgrado le leggi che ne impongono l'eliminazione.
E' necessario, perciò, insistere contemporaneamente nell'opera d'informazione e in quella di sensibilizzazione, allo scopo di ridurre le vere barriere, quelle psicologiche, che mantengono lo stato di emarginazione sociale, civile e lavorativa dei soggetti disabili.

L'intervento successivo, quello per la loro eliminazione, implica, invece, costi aggiuntivi e i risultati spesso risultano insoddisfacenti. 

 

LE BARRIERE ARCHITETTONICHE IN ITALIA

L'eliminazione delle barriere architettoniche è un diritto del cittadino sancito dalla Costituzione.
Con la
legge del 1989, finalmente, sono state introdotte tre condizioni, che dovrebbero essere rispettate anche in qualsiasi edificio privato:

1. l'accessibilità 2. l'adattabilità 3. la visitabilità

Ancora, però, le cose da portare a termine sono tante.

Poiché risulta impossibile eliminare tutti gli oggetti di arredo che costituiscono una barriera
o risolvere il problema con accorgimenti adeguati, si è sempre fatto ricorso a soluzioni o strumenti che hanno garantito alla persona disabile una certa autonomia.
Le soluzioni - gli
ausili - possono essere lo scivolo di pendenza non superiore all'8%, l'ascensore, il montascala, i bastoni, la carrozzina e molti altri accorgimenti personalizzati.

  • AUSILI

  • LEGGE 13/89 - BARRIERE ARCHITETTONICHE

  • PROCEDURE PER L'ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE NELLE ABITAZIONI

  • SP AZI INTERNI

  • SERVIZI IGIENICI

  • COME MUOVERSI PIÙ FACILMENTE IN CASA E ALL'ESTERNO

  • ACCESSORI E COMPONENTI FONDAMENT ALI DELL'ABIT AZIONE

  • MODIFICHE DA APPORT ARE AGLI ACCESSI DELL'ABIT AZIONE

  • ADA TT AMENTI PREVISTI PER LE PRINCIP ALI STRUTTURE ESTERNE

  • SERVIZI URBANI

  • A TTIVIT A' COMMERCIALI

  • TRASPORTI URBANI ED EXTRAURBANI

  • CONSIGLI E PROGETTI DI UN PROGETTISTA 

    Molte persone con ridotte capacità motorie, visive o uditive, si trovano, purtroppo, ad essere ancora in parte discriminati poichè uno scalino o la larghezza di una porta sono loro di impedimento nelle varie occasioni di vita sociale.

    Quali sono e come si possono superare quegli ostacoli che non permettono ad una persona
    di compiere autonomamente qualsiasi attività (studio, lavoro, tempo libero, accesso ad edifici pubblici, etc.)?

    Le barriere architettoniche possono essere rappresentate da elementi architettonici (parcheggi, porte, scale, corridoi), da oggetti ed arredi (lavandini, armadi, tazze WC), da mancanza di taluni accorgimenti (scorrimano, segnaletica opportuna) o da elementi che possono essere causa di infortuni (materiali sdrucciolevoli, porte in vetro non evidenziate, spigoli vivi...).

    Nelle nostre città italiane sono ancora presenti tante barriere architettoniche, malgrado le leggi che ne impongono l'eliminazione.
    E' necessario, perciò, insistere contemporaneamente nell'opera d'informazione e in quella di sensibilizzazione, allo scopo di ridurre le vere barriere, quelle psicologiche, che mantengono lo stato di emarginazione sociale, civile e lavorativa dei soggetti disabili.

    L'intervento successivo, quello per la loro eliminazione, implica, invece, costi aggiuntivi e i risultati spesso risultano insoddisfacenti. 

     

    LE BARRIERE ARCHITETTONICHE IN ITALIA

    L'eliminazione delle barriere architettoniche è un diritto del cittadino sancito dalla Costituzione.
    Con la
    legge del 1989, finalmente, sono state introdotte tre condizioni, che dovrebbero essere rispettate anche in qualsiasi edificio privato:

    1. l'accessibilità 2. l'adattabilità 3. la visitabilità

    Ancora, però, le cose da portare a termine sono tante.

    Poiché risulta impossibile eliminare tutti gli oggetti di arredo che costituiscono una barriera
    o risolvere il problema con accorgimenti adeguati, si è sempre fatto ricorso a soluzioni o strumenti che hanno garantito alla persona disabile una certa autonomia.
    Le soluzioni - gli
    ausili - possono essere lo scivolo di pendenza non superiore all'8%, l'ascensore, il montascala, i bastoni, la carrozzina e molti altri accorgimenti personalizzati.

    • AUSILI

    • LEGGE 13/89 - BARRIERE ARCHITETTONICHE

    • PROCEDURE PER L'ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE NELLE ABITAZIONI

    • SP AZI INTERNI

    • SERVIZI IGIENICI

    • COME MUOVERSI PIÙ FACILMENTE IN CASA E ALL'ESTERNO

    • ACCESSORI E COMPONENTI FONDAMENT ALI DELL'ABIT AZIONE

    • MODIFICHE DA APPORT ARE AGLI ACCESSI DELL'ABIT AZIONE

    • ADA TT AMENTI PREVISTI PER LE PRINCIP ALI STRUTTURE ESTERNE

    • SERVIZI URBANI

    • A TTIVIT A' COMMERCIALI

    • TRASPORTI URBANI ED EXTRAURBANI

    • CONSIGLI E PROGETTI DI UN PROGETTISTA 

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    LE BARRIERE ARCHITETTONICHE IN ITALIA

    COSA SONO LE BARRIERE ARCHITETTONICHE
    Con il termine barriere architettoniche si indicano tutti gli ostacoli che non permettono la completa mobilità alle persone temporaneamente o permanentemente in condizioni limitate di movimento o che si muovono con sedia a rotelle.
    Non esiste un monitoraggio che "fotografi" la reale situazione delle barriere architettoniche negli edifici pubblici.

    LA POPOLAZIONE INTERESSATA
    Sono tre milioni gli italiani praticamente "reclusi" a causa della presenza di barriere architettoniche.
    Circa il 20% delle popolazione della Unione Europea, secondo una ricerca realizzata dalla stessa Unione, è investita in modo più o meno diretto dalla limitazione derivante dalla presenza di barriere. In questa analisi si fa riferimento oltre che alle persone con handicap fisici permanenti, anche ad anziani con difficoltà deambulatoria, persone obese e, perfino, genitori con i passeggini.

    LA NORMATIVA

    Le prime indicazioni normative in materia di barriere architettoniche risalgono alla fine degli anni '60. Da allora si sono succeduti, tra decreti legge e circolari, più di 45 provvedimenti legislativi. L'ultima novità normativa è rappresentata dal Testo Unico sull'edilizia n° 380/2001.

    PROCEDURE PER L'ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE NELLE ABITAZIONI

    Ai sensi della legge 13/1989, gli interventi per l'abbattimento delle barriere architettoniche presenti negli edifici privati possono essere compiuti in deroga a quanto previsto nei Regolamenti edilizi comunali.
    Vanno comunque rispettate le
    norme antisismiche, quelle di prevenzione degli incendi e degli infortuni, e quelle relative ai beni storico-culturali.

    Nel caso di edifici composti da più abitazioni è richiesta una delibera da parte dell'assemblea comunale: in caso di assenso è il condominio che si fa carico delle spese per gli interventi nelle parti comuni; in caso di rifiuto, il disabile (o chi per esso) può in ogni caso intervenire per l'abbattimento delle barriere esistenti, però a spese proprie.

    L'esecuzione di opere interne non è soggetta a concessione edilizia o autorizzazione: è sufficiente che l'interessato presenti indirizzata al sindaco, indicando l'inizio dei lavori, e una relazione a firma di un professionista abilitato.
    Qualora, invece, vi sia una alterazione dell'aspetto esteriore o della sagoma dell'edificio è richiesta un'autorizzazione del sindaco all'esecuzione dei lavori.

    A tali domande devono essere allegati un certificato medico in carta libera attestante l'handicap e una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà dalla quale risulti l'ubicazione dell'abitazione e gli ostacoli presenti su cui si intende intervenire.
    Per l'abbattimento di tali barriere è prevista anche una forma di contribuzione: la domanda va presentata entro il primo marzo di ogni anno, indirizzata al sindaco e corredata di tutta la documentazione vista in precedenza (certificato medico, dichiarazione sostitutiva, relazione di un tecnico abilitato).
    Naturalmente, se un'opera è realizzata in contrasto con la legislazione sulle barriere architettoniche non può essere considerata abitabile od agibile, ai sensi dell'
    articolo 24 della legge 104/1992

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    LOCALI DELLA CASA DA ADATTARE PER FAVORIRE UNA SUFFICIENTE AUTONOMIA: ORGANIZZAZIONE DEGLI SPAZI INTERNI

    SOGGIORNO - SALA DA PRANZO

    E' preferibile optare per soluzioni apere, e disporre gli arredi in modo semplice.
    Bisogna garantire spazi adeguati tra i mobili e le componenti edilizie (porte, finestre, ecc.), per consentire il passaggio alle persone che si servono di ausili:

    • lo spazio minimo consigliato per il passaggio fra gli arredi è di 70 - 90cm

    • lo spazio necessario per la rotazione della carrozzina è 150x150cm - 170x170

      I mobili con bordi arrotondati garantiscono maggior sicurezza.

      CAMERA DA LETTO

      La camera da letto può venire organizzata in diversi modi, in rapporto alla tipologia della lesione e alle esigenze famigliari del paziente.
      Bisogna garantire un adeguato spazio di manovra tra i mobili e la possibilità di rotazione vicino al letto, come anche la possibilità di accostamento a lato del letto degli altri familiari:

    • lo spazio a lato del letto deve misurare 150cm per assicurare la rotazione, 90cm per il percorso

    • il passaggio tra mobile/mobile o mobile/muro deve essere di 70 - 95cm, e deve essere lasciato uno spazio libero di almeno 120 cm a fianco del letto per consentire i trasferimenti letto/carrozzina

    • per lo spazio di rotazione lo spazio minimo deve essere di 150x150cm, quello massimo di 170x170cm

    • La superficie minima può variare da 350x300cm nel caso di stanze con letto singolo, fino a 550x400cm per camere con due letti

    • Il letto dovrebbe avere un'altezza di circa 40-50 cm (o comunque un'altezza idonea alle esigenze del mieloleso e delle persone che lo assistono abitualmente), deve essere eventualmente munito di una "capra" per agevolare gli spostamenti: quando ciò non sia possibile è necessario prevedere l'installazione di un sollevatore.

      I sollevatori possono essere fissi o mobili: i primi vengono fissati al soffitto o al pavimento e rendono il paziente completamente autonomo. I sollevatori mobili, invece, costituiti da una base su ruote su cui è montato il sistema di sollevamento, richiedono necessariamente la presenza di un assistente che effettui le manovre di sollevamento e traslazione. L'utilizzazione di un materasso antidecubito andrà valutata caso per caso.

      Non sono da trascurare gli ingombri mobili costituiti da porte, ante delle finestre o portefinestre, ante degli armadi.
      Per persone che possono aver bisogno di passare lunghi momenti sdraiati a letto, è importante dare loro la possibilità di guardare fuori dalla finestra.

      CUCINA

      In questo spazio della casa è preferibile optare per disposizioni centrali piuttosto che lineari, allo scopo di garantire adeguati spazi di mobilità. 

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