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IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIUSEPPE CONTE E IL PRESIDENTE NAZIONALE NAZARO PAGANO

Le politiche future per la disabilità

Bandire la segregazione e dare attuazione a pari opportunità e inclusione sociale

In occasione del 3 dicembre – Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità Fand –

Federazione tra le Associazioni Nazionali dei disabili e FISH – Federazione Italiana per il

Superamento dell’Handicap si appellano al Presidente Conte affinché venga ricordato che la

Convenzione ONU sui diritti delle Persone con disabilità, ratificata con legge 18/2009, prevede non

solo il coinvolgimento dei diretti interessati nelle decisioni che li riguardano, ma la considerazione

della disabilità in ogni politica che riguardi tutti i Cittadini.

La Giornata del 3 dicembre vuole quindi essere una celebrazione condivisa sotto il segno di

dare sempre più futura concretezza alla Convenzione Onu e all’inclusione delle Persone con

disabilità. Per questi motivi le due Federazioni chiedono che il 3 dicembre sancisca

 inequivocabilmente una forte volontà politica e un assetto strategico ed istituzionale chiaro con un intervento di coordinamento e innovazione della attuale normativa vigente.

Ripartendo dalle riflessioni espresse in occasione degli incontri avuti durante la formazione del Governo, nonché delle differenti interlocuzioni avute con la stessa Presidenza del Consiglio negli ultimi mesi, FAND e FISH intendono ora rilanciare tale confronto attorno alle future politiche per la disabilità e agli aspetti organizzativi e funzionali necessari alla loro realizzazione. Perché

seppure esista già un riferimento ideale e politico nella Convenzione ONU sui diritti delle Persone

con disabilità, è altrettanto vero che le Persone con disabilità continuano a incontrare ostacoli nella

loro partecipazione nella società e a subire violazioni dei loro diritti umani in ogni parte d’Italia e in diversi momenti della loro vita.

Per queste ragioni il movimento delle Persone con disabilità e dei loro familiari, chiede con

determinazione un impegno non episodico nella direzione delle politiche e dei servizi inclusivi.

In particolare le Federazioni:

1. condividono che la delega sulla disabilità venga mantenuta direttamente in capo alla

Presidenza, e contestualmente sollecitano l’istituzione di una Direzione Generale che possa

pertanto operare scelte e definire priorità e non rimanga un organismo privo di corpo e deleghe

specifiche. Questa posizione impegna infatti il Presidente del Consiglio a garantire che la politica

utilizzi la strategia antidiscriminatoria del mainstreaming imponendo che le autorità pubbliche, prima di procedere all’assunzione di una data misura in ogni settore di intervento - dall’occupazione, all’istruzione, alle relazioni esterne - valutino l’eventuale effetto discriminatorio

che essa possa determinare sulle Persone con disabilità, mirando così ad evitare conseguenze

negative e a migliorare la qualità, l’inclusione e l’incisività delle proprie politiche in modo trasversale ad ogni aspetto di vita.

2. In tale ottica di mainstreaming è importante garantire quindi alle organizzazioni di Persone con disabilità e loro familiari, da un lato di partecipare agli organismi che possono

proporre azioni al Governo – come l’OND – e, dall’altro di essere ascoltati in modo consultivo

dalle autorità di Governo prima che esse procedano ad attuare misure di intervento che potrebbero

generare una violazione dei loro diritti. Per questo motivo le Federazioni ritengono prioritario

rafforzare il ruolo e le competenze dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione di vita delle Persone con disabilità – istituito dalla legge 18/2009 – e del suo Comitato Tecnico Scientifico,

anche ipotizzando che sia il luogo futuro di confronto e di discussione del Codice sulla disabilità.

L’Osservatorio infatti ha il compito di coordinamento tra tutti i ministeri e le Agenzie pubbliche per permettere la promozione ed applicazione della Convenzione Onu in tutti gli ambiti di

competenza governativa, selezionando e proponendo azioni, all’interno del secondo programma

d’azione biennale, ragionevolmente realizzabili per la promozione dei diritti e l'integrazione delle

Persone con disabilità. 

3. FAND e FISH chiedono che il Governo debba attenersi all’ articolo 8 delle Osservazioni Conclusive al primo rapporto dell’Italia redatte dal Comitato sui Diritti delle Persone con Disabilità delle Nazioni Unite che “raccomanda l'istituzione di un organo consultivo permanente che

consulti in modo efficace e significativo le Persone con disabilità attraverso le loro organizzazioni, nella realizzazione di tutte le leggi, le politiche e i programmi; che una vasta gamma di Persone con disabilità che rifletta la diversità delle situazioni individuali, compresi l’età, il sesso, la fede, la razza, l'orientamento sessuale, lo stato di migrante e le diverse tipologie di deficit partecipino in modo significativo, inclusivo e accessibile al processo decisionale diretto, che influisce sulla vita delle Persone con disabilità a tutti i livelli

ed in tutti i settori dello Stato parte”. Organo consultivo che, con apposita delega alle due principali

Federazioni Nazionali – FISH e FAND – e con apposita attribuzione di risorse per il suo costante

funzionamento, convocato dal Governo esprima posizioni e contributi in modo trasversale ad ogni area di intervento possa determinare effetti sulla condizione di vita delle Persone con disabilità e dei loro familiari.

Per queste ragioni il movimento delle Persone con disabilità e dei loro familiari, chiede che il Presidente del Consiglio possa farsi da garante delle modalità sin qui proposte, affinché si possano

affrontare le numerose emergenze che riguardano milioni di cittadini con disabilità del nostro

Paese. Molte di loro sono peraltro in larga misura oggetto del secondo Programma d'azione biennale sulla disabilità - approvato con decreto del Presidente della Repubblica ad ottobre 2017 - anch’esso deficitario fino ad oggi di regia e concretezza.

Le organizzazioni di Persone con disabilità e loro familiari aspettano da molti mesi e chiedono che

il 3 dicembre sia l’occasione per celebrare un concreto ed efficace impegno e una presa in carico

del Governo delle richieste sin qui avanzate affinché davvero le Persone con disabilità siano

Cittadini di un Paese inclusivo. Non solo a parole, ma con i fatti e l’impegno di tutti.

Ricordiamoci oggi più che mai “Nulla su di noi, senza di noi!”

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La conferma del professor Pagano è arrivata al termine del 13° congresso nazionale che si è svolto a Roma, presso l’Hotel Midas (14-16 novembre 2019), la stessa sede storica che vide il ricongiungimento dell’ANMIC con la LAMNIC nel 1982.

Una conferma che è arrivata all’unanimità al termine delle tre intense giornate di lavori congressuali.

“Ho visto l’unità dell’associazione – ha dichiarato il presidente Pagano – e la presenza dei territori, cosa molto significativa.

Spero di essere all’altezza di questa grande associazione che si sta trasformando e che avrà un percorso ancora più intenso nella valorizzazione delle persone con disabilità”.

“L’ANMIC – ha evidenziato il presidente Pagano durante il suo intervento – è parificata a un ministero, per procedure, gestione e responsabilità. Abbiamo un compito importante: rispettare la dignità della persona prima di tutto, e cercare di metterla nelle condizioni di sentirsi uguale agli altri”.

Ad accompagnare il prossimo mandato settennale, insieme al presidente Pagano sono stati eletti i vicepresidenti nazionali, Luca Pancalli con funzione di vicario (già presidente provinciale di Roma); Annalisa Cecchetti, già presidente della provincia di Pisa; Enrico Agosti, già presidente della provincia di Lodi; e Michele Tomasello, già presidente della provincia di Messina.

Segretario generale dell’associazione è stata riconfermata Maria Antonietta Tull, già presidente della provincia di Lecce.

Nella giunta esecutiva eletti Michele Caradonna, già presidente provinciale di Bari; Mariano De Luca, già presidente provinciale di Benevento (vicepresidente nazionale uscente e chiamato a ricoprire per il prossimo mandato il ruolo di coordinatore dei presidenti regionali); Sergio Lucisano, già presidente provinciale di Catanzaro; Giovanni Manzoni, già presidente della provincia di Bergamo; Alberto Mutti (vicepresidente nazionale uscente, sarà il primo coordinatore del Centro studi appena istituito); Vito Pagano, già presidente provinciale di Chieti; e Luigi Scilinguo, già presidente della provincia di Frosinone.

A comporre il nuovo consiglio direttivo nazionale sono chiamati: Luca Bellato, Ancilla Beretta, Maddalena Calia, Pasquale Colarusso, Giancarlo De Petris, Lara Giacopelli, Loretta Lega, Gerardo Moretti, Giovanni Occhipinti, Luigi Panneri, Maricetta Patisso, Paolo Polazzo, Giuseppe Squillacioti, Marco Stornelli, Roberto Trovò, Valentina Zappalà, Thomas Aichner, Teodoro Rodin.

 

1congresso

ROMA, 3 LUG – Il Ministro per la Famiglia e le Disabilità, Lorenzo Fontana, ha firmato oggi il decreto, condiviso con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con il quale viene trasferita all’Inps per il 2019 un’ulteriore tranche di circa 12 milioni di euro per l’assunzione dei lavoratori con disabilità.

Risorse a valere sul “Fondo per il diritto al lavoro dei disabili” previsto nella legge 68 del 1999.


“Dopo aver incrementato di 10 milioni di euro per il 2019 la dotazione del Fondo, portandolo da venti a trenta milioni – spiega il Ministro Fontana - continuiamo a lavorare per il diritto al lavoro delle persone con disabilità.

Un diritto che per diventare effettivo deve essere supportato da adeguate politiche attive del lavoro che valorizzino le competenze e le professionalità”.