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Ragione Sociale : Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi Civili

Acronimo:   ANMIC                    Codice Fiscale :    80436440582                                                  

Indirizzo  :Via Maia 10              Comune :Roma        CAP :00175              Provincia : RM

Forma Civilistica :  Associazione  riconosciuta

Causa Sociale  : Tutela dei Diritti                    Sito Web :   www.anmic.it

****

ENTE PUBBLICO EROGATORE : Ministero delle Politiche Sociali

COMUNE Roma

SOMMA RICEVUTA € 516.000,00

DATA VERSAMENTO  18/12/2017

NOME PROGETTO / CONVENZIONE / ATTIVITÀ :Legge 476/1987 integrata dalla L. 438/1938 :Contributo Associazioni Storiche

SOMMA SPESA NEL 2017   : € 0

DISPONIBILITÀ RESIDUA :€ 516.000,00

*****

ENTE PUBBLICO EROGATORE : Ministero delle Politiche Sociali

COMUNE Roma

SOMMA RICEVUTA € 108.868,55

DATA VERSAMENTO 22/12/2017

NOME PROGETTO / CONVENZIONE / ATTIVITÀ : Progetto dal titolo “Innovazione e riorganizzazione interna quale strumento per vincere le sfide del futuro: disabilità, pari opportunità ed inclusione” finanziato ai sensi dell'art. 12 c. 3. lett. d) legge n. 383/2000-linee di indirizzo 2014

SOMMA SPESA NEL 2017   :  La somma è stata spesa nel periodo 2015-2016

DISPONIBILITÀ RESIDUA :€ 0

****

ENTE PUBBLICO EROGATORE : Ministero delle Politiche Sociali

COMUNE Roma

SOMMA RICEVUTA € 49.907,24

DATA VERSAMENTO 11/08/2017

NOME PROGETTO / CONVENZIONE / ATTIVITÀ : 5 per mille anno finanziario

SOMMA SPESA NEL 2017   :  € 0

DISPONIBILITÀ RESIDUA :€ 49.907,24

Le somme indicate sono veritiere.

Data 27 Febbraio 2018

                                                                                                        

Il Presidente Nazionale

Prof Nazaro Pagano

Una nuova sentenza, della quale per alcuni versi  davvero non ne avvertivamo il bisogno, ha suscitato tanto clamore da meritare le pagine dei quotidiani economico-giuridici e non solo, ma che, nella sostanza, non ha fatto altro che confermare principi ovvi e digeriti, adottando una soluzione che altrimenti non avrebbe potuto essere. A volte l’ostinazione delle parti e degli avvocati scatena una deriva masochista fino a giungere al punto di vedersi rifiutare ciò che già sappiamo non essere esigibile. Può mai il datore di di lavoro mantenere in piedi una postazione lavorativa improduttiva, e da sopprimere, solo perché il dipendente che assiste il disabile non vuole o non può andare altrove? Anche il buon senso ci direbbe di no! Se il datore di lavoro sopprime il posto o la postazione, il dipendente pur anche beneficiario della legge 104/92 deve trasferirsi altrove, ecco perché qualcuno ha titolato “Per chi assiste un disabile possibile il trasferimento”. Questo in poche parole e senza tecnicismi, il succo della situazione.

Invece commentiamo ora la sentenza n. 12729/2017 licenziata dalla Cassazione ed accolta con tanto fragore. Essa trae origine dall’impugnativa di un trasferimento illegittimo e, l’appello ai dettami dell’art 33 comma 5 della legge 104/92 (il quale recita testualmente “il genitore o il familiare lavoratore, con rapporto di lavoro pubblico o privato, che assista con continuità un parente o un affine entro il terzo grado handicappato ha diritto di scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede”), è soltanto uno dei motivi che ha spinto la ricorrente (capo tecnico radiologo di una ASL capitolina), ad impugnare il trasferimento.  Se vogliamo, è il motivo residuale, considerando che l’intera vicenda  è da agganciare ad un pregresso giudizio penale. Giudizio definito, nelle more, dalla stessa Cassazione e volto a censurare il trasferimento come atto ritorsivo per il rifiuto della dipendente di sottoporsi alle offerte del superiore gerarchico. Il motivo è stato considerato dalla Corte “una censura, tardivamente proposta, e pertanto inammissibile”. Così come inammissibile per difetto di rilevanza è stato ritenuto il motivo relativo alla distanza dei due presìdi (quello soppresso e quello di nuova destinazione), essendo contemplato nel CCNL del settore sanità l’utilizzazione del personale in strutture situate nel raggio di 10 km dalla sede di assegnazione.

In definitiva, l’unico motivo ammissibile, ma non fondato, era quello relativo alla circostanza che il dipendente prestava assistenza ad un familiare disabile. Quindi, la suprema Corte non ha dettato alcuna linea innovativa se non quella di ripetersi su quanto affermato con la sentenza del 2012, la n. 25379, laddove chiarisce che la disposizione di cui all’art. 33 comma 5 della legge 104/92 “deve essere interpretata in termini costituzionalmente orientati in funzione della tutela della persona disabile, sicché il trasferimento del  lavoratore è vietato anche quando la disabilità del familiare, che egli assiste, non si configuri come grave, a meno che il datore di lavoro, a fronte della natura e del grado di infermità psico-fisica di quello (del disabile), provi la sussistenza di esigenze aziendali effettive ed urgenti, insuscettibili di essere altrimenti soddisfatte”. Nel caso che ci occupa le esigenze aziendali effettive c’erano tutte, consistenti nella chiusura del servizio di radiologia presso il presidio di provenienza e nella vacanza del posto attinente al profilo della ricorrente,  presso il presidio di destinazione.

La conseguenza della vicenda in oggetto è una vera riaffermazione da parte della Corte di Cassazione dei diritti dei disabili e dei loro familiari lavoratori che li assistono, ricomprendendovi anche il caso in cui la disabilità dell’assistito non sia grave.

L’occasione ci è invece propizia per rammentare che, chi assiste un disabile riconosciuto tale ai sensi dell’art. 3 comma 3 l. 194/92, ha il diritto di richiedere fino a  tre giorni di permesso mensile oppure, come chiarito dalle circolari INPS succedutesi nel tempo, una o due ore di permesso giornaliero a seconda dell’orario di lavoro, fino ad un massimo di 18 ore mensili.  I permessi spettano ai disabili in situazione di gravità; ai genitori, anche adottivi o affidatari, di figli disabili in situazione di gravità; al coniuge, parte dell’unione civile, convivente di fatto, parenti e affini entro il 2° grado di familiari disabili in situazione di gravità o entro il 3° grado in casi particolari.  Non esistono al riguardo termini ed obblighi preventivi di programmazione. Ci si affida alle esigenze del lavoratore ed alla sensibilità dello stesso e del datore di lavoro, con la facoltà di organizzarsi, ove possibile, con congruo anticipo, se trattasi di permessi per attività programmate, fermo restando, in caso si assoluta necessità, la possibilità di fruire del permesso giornaliero ad horas.

Il legislatore ha previsto la istituzione presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali di un fondo destinato al sostegno dei caregiver familiari, con dotazione annuale di venti milioni di euro per gli anni 2018, 2019 e 2020.

Il caregiver familiare è definito come “la persona che assiste e si prende cura del coniuge, dell’altra parte dell’unione civile tra le persone dello stesso sesso o del convivente di fatto, di un familiare o di un affine entro il secondo grado, ovvero, nei soli casi indicati dall’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, di un familiare entro il terzo grado che, a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata ai sensi dell’articolo 3, comma 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o sia titolare di indennità di accompagnamento ai sensi della legge 11 febbraio 1980, n. 18”. Al legislatore futuro è rimessa la completa disciplina dell’istituto in prosecuzione dei disegni di legge già presentati nella 17° legislatura;

Il fondo per il sostegno del Caregiver Familiare, rientra nelle disposizioni a favore delle persone con disabilità – legge di bilancio 27 dicembre 2017, n. 205.

La legge di bilancio per il 2018 contiene una serie di norme che riguardano le persone con disabilità e le loro famiglie. Tra le principali novità, la legge di bilancio ha innalzato la soglia di euro 2.840,51 fissata per essere considerato familiare a carico, portandola a euro 4.000,00 ma solo per i figli e fino al compimento del ventiquattresimo anno di età, lasciando la cosa invariata per gli altri componenti della famiglia.

BANDO PER LA SELEZIONE DI N. 551 VOLONTARI DA IMPIEGARE IN PROGETTI DI SERVIZIO CIVILE NAZIONALE IN ITALIA E ALL’ESTERO.

Scadenza ore 14.00 del 20.11.2017

L’ANMIC DI BARI SELEZIONA N. 4 VOLONTARI, IN POSSESSO DEI REQUISITI

DI CUI ALL’ART. 3 DEL BANDO, PER IL PROGETTO “INFO@ASSISTENZA.WEB”.

In attuazione del Bando per la selezione di n.  551 volontari da impiegare in progetti di servizio civile nazionale in Italia e all’estero, pubblicato sui siti serviziocivile.gov.it, l’ANMIC di Bari comunica che verrà effettuata una selezione per complessivi n. 4 volontari, da impiegare nel progetto di Servizio Civile Nazionale "INFO@ASSISTENZA.WEB" da realizzarsi nella propria sede sita a Bari in via Libia n. 10.

Sono ammessi a partecipare alla selezione i giovani cittadini, di cui all'art. 3 del bando, che al momento della presentazione della domanda abbiano compiuto il diciottesimo e non abbiano superato il ventottesimo (28 anni e 364 giorni) anno di età.

La durata del servizio è di 12 mesi, con un impegno di 1.400 ore annue; ai volontari sarà corrisposto un rimborso mensile forfettario di € 433,80.

Tutte le informazioni riguardanti gli elementi fondamentali del progetto di Servizio Civile Nazionale, i criteri di selezione e i particolari requisiti richiesti ai volontari sono visionabili nelle schede allegate.

Ulteriori informazioni sul progetto, potranno essere richieste direttamente a mezzo e-mail: info@anmicbari.it

Le domande di ammissione “allegato 2” devono essere redatte secondo le istruzioni riportate nel bando, firmate in originale dal richiedente, corredate da fotocopia di un documento valido di identità e accompagnate dalla scheda "allegato 3" contenente i dati relativi ai titoli.

L'istanza di partecipazione alle selezioni deve pervenire, pena esclusione, entro e non oltre le ore 14.00 del 20 novembre 2017.

Le domande pervenute oltre il termine stabilito non saranno prese in considerazione.

Le domande possono essere presentate esclusivamente secondo le seguenti modalità:

  1. Posta Elettronica Certificata di cui è titolare l’interessato avendo cura di allegare tutta la documentazione richiesta in formato pdf e debitamente firmata. La domanda con la documentazione deve essere inoltrata all’indirizzo PEC anmicbari@pec.it;

  1. RACCOMANDATA A/R” inviata a: Anmic Bari - via Libia n. 10 – 70121 Bari;

  1. A MANO, previo appuntamento da richiedere via mail all’indirizzo info@anmicbari.it, oppure anmicbari@pec.it presso la sede di Anmic Bari - via Libia n. 10 – 70121 Bari;

É POSSIBILE PRESENTARE UNA SOLA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE per un unico progetto di Servizio Civile Nazionale, pena l'esclusione dalla partecipazione alla selezione.

TUTTE LE COMUNICAZIONI PER I CANDIDATI, RELATIVE AL PRESENTE BANDO, SARANNO PUBBLICATE, CON VALORE DI NOTIFICA, SUL SITO INTERNET WWW.ANMIC.IT  E WWW.ANMICBARI.IT, IN HOME PAGE.

Link utili:

http://www.serviziocivile.gov.it

 

Schede allegate

 

Bando per la selezione di n. 551 volontari da impiegare in progetti di servizio civile nazionale in Italia e all’estero

Allegato 1 (elenco enti e progetti)

Allegato 2 in formato word

Allegato 3 in formato word

Allegato 4 (scheda di valutazione)

Allegato 6 (Sintesi Progetto "INFO@ASSISTENZA.WEB")