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BANDO PER LA SELEZIONE DI N. 551 VOLONTARI DA IMPIEGARE IN PROGETTI DI SERVIZIO CIVILE NAZIONALE IN ITALIA E ALL’ESTERO.

Scadenza ore 14.00 del 20.11.2017

L’ANMIC DI BARI SELEZIONA N. 4 VOLONTARI, IN POSSESSO DEI REQUISITI

DI CUI ALL’ART. 3 DEL BANDO, PER IL PROGETTO “INFO@ASSISTENZA.WEB”.

In attuazione del Bando per la selezione di n.  551 volontari da impiegare in progetti di servizio civile nazionale in Italia e all’estero, pubblicato sui siti serviziocivile.gov.it, l’ANMIC di Bari comunica che verrà effettuata una selezione per complessivi n. 4 volontari, da impiegare nel progetto di Servizio Civile Nazionale "INFO@ASSISTENZA.WEB" da realizzarsi nella propria sede sita a Bari in via Libia n. 10.

Sono ammessi a partecipare alla selezione i giovani cittadini, di cui all'art. 3 del bando, che al momento della presentazione della domanda abbiano compiuto il diciottesimo e non abbiano superato il ventottesimo (28 anni e 364 giorni) anno di età.

La durata del servizio è di 12 mesi, con un impegno di 1.400 ore annue; ai volontari sarà corrisposto un rimborso mensile forfettario di € 433,80.

Tutte le informazioni riguardanti gli elementi fondamentali del progetto di Servizio Civile Nazionale, i criteri di selezione e i particolari requisiti richiesti ai volontari sono visionabili nelle schede allegate.

Ulteriori informazioni sul progetto, potranno essere richieste direttamente a mezzo e-mail: info@anmicbari.it

Le domande di ammissione “allegato 2” devono essere redatte secondo le istruzioni riportate nel bando, firmate in originale dal richiedente, corredate da fotocopia di un documento valido di identità e accompagnate dalla scheda "allegato 3" contenente i dati relativi ai titoli.

L'istanza di partecipazione alle selezioni deve pervenire, pena esclusione, entro e non oltre le ore 14.00 del 20 novembre 2017.

Le domande pervenute oltre il termine stabilito non saranno prese in considerazione.

Le domande possono essere presentate esclusivamente secondo le seguenti modalità:

  1. Posta Elettronica Certificata di cui è titolare l’interessato avendo cura di allegare tutta la documentazione richiesta in formato pdf e debitamente firmata. La domanda con la documentazione deve essere inoltrata all’indirizzo PEC anmicbari@pec.it;

  1. RACCOMANDATA A/R” inviata a: Anmic Bari - via Libia n. 10 – 70121 Bari;

  1. A MANO, previo appuntamento da richiedere via mail all’indirizzo info@anmicbari.it, oppure anmicbari@pec.it presso la sede di Anmic Bari - via Libia n. 10 – 70121 Bari;

É POSSIBILE PRESENTARE UNA SOLA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE per un unico progetto di Servizio Civile Nazionale, pena l'esclusione dalla partecipazione alla selezione.

TUTTE LE COMUNICAZIONI PER I CANDIDATI, RELATIVE AL PRESENTE BANDO, SARANNO PUBBLICATE, CON VALORE DI NOTIFICA, SUL SITO INTERNET WWW.ANMIC.IT  E WWW.ANMICBARI.IT, IN HOME PAGE.

Link utili:

http://www.serviziocivile.gov.it

 

Schede allegate

 

Bando per la selezione di n. 551 volontari da impiegare in progetti di servizio civile nazionale in Italia e all’estero

Allegato 1 (elenco enti e progetti)

Allegato 2 in formato word

Allegato 3 in formato word

Allegato 4 (scheda di valutazione)

Allegato 6 (Sintesi Progetto "INFO@ASSISTENZA.WEB")


Abbiamo bisogno di voi per fare giustizia

Dobbiamo garantire ai disabili accesso e parità di trattamento anche nei luoghi di svago: nei cinema nei teatri, allo stadio

E’ ormai operativo da tempo il numero verde dell’Ufficio Antidiscriminazione Anmic, e la relativa mail attraverso la quale le persone con disabilità possono chiedere aiuto e segnalare le discriminazioni di cui sono vittime. Tra le tante segnalazioni, troppe (soprattutto in tema di discriminazioni sul lavoro, nella scuola, accessibilità…) ne sono giunte in questi ultimi giorni alcune riguardano le problematiche che attengono al tempo libero.

Si, perché i disabili, anche se qualcuno ancora non l’ha capito, hanno e vogliono avere una vita di relazione, vanno in vacanza, godono di arte e cultura e visitano mostre, vanno a teatro, vanno a manifestazioni sportive. Purtroppo ciò non avviene sempre con facilità, perché nel nostro Paese le barriere culturali si confermano ancora più difficili da abbattere di quelle fisiche.

E per questo, come ci segnala un nostro iscritto, una persona con disabilità non può ad esempio effettuare la prenotazione di un biglietto per assistere ad uno spettacolo presso il Teatro di Firenze. Pubblichiamo di seguito la sua segnalazione.

“Con la presente sono a segnalarvi un assurdo impedimento burocratico con cui mi si nega un diritto dovuto. Essendo disabile e titolare della legge 104, iscritta all’ Anmic di Lucca, ho fatto richiesta alla biglietteria del Teatro dell’Opera di Firenze di tre biglietti con la riduzione per disabili.

Per la seconda volta ho avuto un rifiuto in quanto dovrei consegnare, personalmente o con delega, la documentazione di disabile; mi hanno detto che tale documentazione non poteva essere inviata per Fax o email, per motivi di privacy. Faccio presente che, oltre ad essere disabile, abito a Forte dei Marmi e risulta pertanto oneroso e scomodo consegnare la documentazione di persona. E’ paradossale poi il fatto che abbia usufruito altre volte della riduzione per disabili presso il teatro suddetto, avendo già a suo tempo presentato la completa documentazione che risulta nel loro archivio. A riprova di quanto sostenuto, allego un biglietto regolarmente scontato”.

Quindi secondo quanto stabilito dal Teatro di Firenze, per prenotare un biglietto per disabili, con diritto all’ accompagnatore, o con diritto ad occupare gli spazi riservati alle carrozzine ecc.., la persona con disabilità deve recarsi allo sportello della biglietteria “per far vedere” la propria disabilità. Sennò niente. Inutili finora i nostri appelli, per spiegare che in questo modo si costringe al disabile a fare non uno ma due viaggi: uno per premunirsi di un biglietto e l’altro per vedere lo spettacolo. Questa regola risulta discriminatoria verso i disabili rispetto al trattamento riservato agli altri spettatori, che invece possono effettuare la prenotazione on line.

Ci viene risposto che è un problema di privacy. Ma il disabile che prenota il biglietto inviando la propria attestazione di handicap ben potrebbe anche inviare una liberatoria già predisposta dal teatro (magari scaricabile dal sito) per il trattamento dei propri dati sensibili. Oppure prenotare il biglietto on line e poi mostrare l’attestazione della propria disabilità al momento del materiale ritiro, la sera dello spettacolo. Il caso del Teatro di Firenze purtroppo non è isolato, basta andare in rete per vedere simili appelli e denuncie da parte di disabili e genitori.

E’ di un po’ di tempo fa la vicenda, sollevata anche in quel caso da un’associazione disabili, che vide protagonista una ragazza con grave disabilità in carrozzina allontanata dal Teatro della Scala. Dal resoconto della madre, recatasi con la figlia presso lo storico teatro milanese insieme alla classe per partecipare ad una uscita scolastica già programmata da tempo, risulta che al momento dell’ingresso la responsabile del coordinamento tra la Scala e le scuole abbia fatto presente che, essendo disponibili solo due posti riservati alle carrozzine, sarebbe stato meglio avvisare della presenza di una carrozzina per evitare di essere respinti per mancanza di posti. Ma anche una volta fatta accomodare nello spazio riservato alle carrozzine, fu verificato che lo spazio non era adeguato, in quanto era posto in fondo alla sala (non consentendo una visione insieme ai suoi compagni) ed inoltre presentava una pendenza che non consentiva alla carrozzina di rimanere in una posizione bilanciata e quindi sicura. Il Teatro si è difeso sostenendo che queste posizioni dei posti riservati sono imposte da esigenze di sicurezza e da prescrizioni della Sovrintendenza alle Belle Arti e quindi di fronte ad una causa di giustificazione al divieto di discriminazione per motivi di disabilità.

La stessa difficoltà di rispetto delle normative è ormai da anni evidenziata ai disabili pisani che chiedono di potersi recare allo stadio per vedere le partite della squadra del cuore nella tribuna coperta, insieme agli altri tifosi, anziché relegati in una sorta di tribunetta ad hoc, scoperta e soprattutto staccata rispetto al resto delle tribune, in cui le persone che si trovano in sedia a ruote vengono relegati, senza la possibilità di condividere la visione insieme agli altri tifosi.

O è ancora il caso di un signore in carrozzina di Reggio Emilia che si è rivolto al Tribunale, ed ha vinto la causa contro un ente gestore di un multisala che gli aveva imposto di accomodarsi nella prima fila della sala, sotto lo schermo, dove erano situati i posti riservati, nonostante il cinema fosse praticamente vuoto.

Il caso è molto interessante in quanto in primo grado questo signore si era visto rigettare il ricorso. Non contento delle motivazioni del primo giudice, ha proposto reclamo riuscendo ad ottenere un provvedimento con cui l’autorità giudiziaria, dopo aver accertato la discriminazione indiretta, ha ordinato alla società di gestione della multisala la cessazione del comportamento discriminatorio, condannandola ad eseguire le opere necessarie a consentire agli spettatori in carrozzina di poter godere delle proiezioni nello stesso modo e con la stessa visuale degli altri spettatori.

Il Tribunale di Reggio Emilia, pur tenendo conto dei principi espressi dalla Corte Costituzionale in tema di tutela della sicurezza, ha evidenziato come nel caso di specie fosse possibile apportare e pretendere dal proprietario del cinema un c.d. “accomodamento ragionevole”, ovvero un adeguamento che andasse incontro alle esigenze delle persone con problemi motori e che nello stesso tempo non fosse irragionevolmente costoso per l’ente gestore.

Proprio per dare voce a chi subisce queste discriminazioni l’Anmic ha creato presso la sede nazionale un Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione della discriminazione delle persone con disabilità, con la funzione di garantire l’effettività del principio di parità di trattamento fra le persone, di vigilare sull'operatività degli strumenti di tutela vigenti contro le discriminazioni e di contribuire a rimuovere le discriminazioni delle persone con disabilità.

Se siete vittime di discriminazioni, magari proprio nell’ accesso ai teatri, ai cinema, ai luoghi di svago, telefonate al numero 800572775 o inviate una mail a antidiscriminazione@anmic.it

E’ proprio attraverso le vostre segnalazioni che potremo fare una mappa delle inciviltà e sollevare le questioni che più ci stanno a cuore: una voce può andare persa, ma uniti in un coro è impossibile non essere ascoltati.

Ho il piacere di comunicarvi che oggi, 11 ottobre 2017, si terrà la riunione di insediamento dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, istituito ai sensi dell’art. 3 della legge 3 marzo 2009, n. 18,  alla quale parteciperò quale membro effettivo.

A seguire parteciperò alla riunione di insediamento del Comitato Tecnico scientifico dell’Osservatorio, quale rappresentante ANMIC e FAND.

Nazaro Pagano

Presidente nazionale ANMIC

Vice Presidente nazionale FAND

Scuola, obiettivo inclusione

Politica scolastica e prassi didattica per realizzare un modello di vera integrazione per tutti

 

L’ inclusione scolastica è un obiettivo fondamentale della scuola italiana e molte sono le iniziative che costantemente perseguono il suo raggiungimento, nella prassi didattica e nella politica scolastica. Già in passato ci è capitato di riflettere sullo stato delle cose, per sottolineare gli sviluppi e i traguardi raggiunti, ma anche le carenze e le inquietanti derive. Nonostante la costante e significativa attenzione ad ogni percorso di integrazione, nei numerosi ed eterogenei confronti in merito permane la sensazione che si tratti di un percorso molto complesso. Un percorso nel quale ogni conquista si mostra fragile e incerta, sempre esposta a pericolose involuzioni, nella percezione generale, nelle azioni sociali, nella stratificazione delle stesse norme, non sempre applicate, non sempre generose, a volte insufficienti, spesso ignorate, o forse eluse.

Prendere in carico la disabilità, mettendo al centro non l’assistenzialismo ma l’inclusione, il progetto di vita e l’ accesso ai diritti, è un segno proprio di civiltà. L’ Italia va in tale direzione da tempo. Non tutto, però, è prefetto, anzi. Si registrano pesanti esclusioni, incurie, talvolta maltrattamenti, scarsa attenzione mediatica. Se ne parla poco, si sa poco.

La scuola, poi, spesso appare come l’occasione mancata per eccellenza: a dispetto di un modello inclusivo esemplare, pioneristico e avveniristico a livello mondiale, la vera inclusione pare ancora da realizzare. Anche la buona scuola ha dedicato alla disabilità poco spazio, rinviando gli impegni concreti alle generiche deleghe ancora tutte da scrivere. Si parla da tempo del superamento della delega al sostegno in favore di un modello d’ integrazione vera, in cui la disabilità sia di pertinenza e competenza dell intero corpo docenti. Si prospetta formazione per tutti, ancora tutta da fare; si anticipa una riforma da tempo progettata e presentata, per alcuni risolutiva, per altri espressione della delega totale, comunque oggetto di interpretazioni contrastanti.

Proseguono i ricorsi, le denunce, le constatazioni che molto, troppo è ancora da fare.

La legge di stabilità affronta alcune emergenze prevedendo nuovi fondi settoriali per la disabilità, come ad esempio il fondo per la cura dei soggetti con disturbo dello spettro autistico o il fondo destinato al dopo di noi o, ancora, il fondo a tutela del coniuge in stato di bisogno. Permangono i fondi sociali, per le non autosufficienze, per l’infanzia e l’adolescenza, per le politiche della famiglia. Sono stati confermati finanziamenti destinati ad enti, organizzazioni ed organismi eterogenei. Più incerto, invece, è apparso lo sforzo per i progetti riguardanti la vita indipendente. Le spese sanitarie sono state razionalizzate ma vi è stato l’impegno per la revisione dei Livelli Essenziali dell’ Assistenza (LEA) e per lo sviluppo di studi, sperimentazioni e terapie riguardanti le malattie rare. La legge di stabilità è tornata sulla questione degli assistenti all’ autonomia alla comunicazione, prevedendo alcuni fondi, ma ha lasciato irrisolta la questione del trasporto scolastico. Molti impegni sono ancora da affrontare, molti prospetti da costruire: la formazione di tutto il personale scolastico, l’integrazione completa e sociale, il progetto di vita, le azioni sinergiche con i territori. Perché l’inclusione non resti parola, non resti un sogno più grande delle reali intenzioni, che devono invece divenire realtà e partecipazione effettiva e proficua, nella scuola e nella vita adulta.

Su disabilità e inclusione scolastica, ecco quelle che potrebbero essere le 7 dimensioni dell’azione didattica su cui è possibile agire per incrementare i livelli di inclusione in classe e migliorare le condizioni di apprendimento di tutti gli alunni:

La risorsa compagni di classe  

I compagni di classe sono la risorsa più preziosa per attivare processi inclusivi. Fin dal primo giorno è necessario incentivare e lavorare su collaborazione, cooperazione e clima di classe. In particolare sono da valorizzare le strategie di lavoro in coppia o in piccoli gruppi. L’ apprendimento non è mai un processo solitario, ma è profondamente influenzato dalle relazioni, dagli stimoli e dai contesti tra pari.

L’ adattamento come strategia inclusiva

Per valorizzare le differenze individuali è necessario essere consapevoli e adottare i propri stili di comunicazione, le forme di lezione e gli spazi di apprendimento. Inoltre, adattare significa variare i materiali rispetto ai diversi livelli di abilità e ai diversi stili cognitivi presenti in classe. L’ adattamento più funzionale è basato su materiali in grado di attivare molteplici canali di elaborazione delle informazioni, dando aiuti aggiuntivi e attività a difficoltà graduale. L’ adattamento di obiettivi e materiali è parte integrante del PEI e del PDP.

Strategie logico-visive, mappe, schemi e aiuti visivi

Per attivare dinamiche inclusive è fondamentale potenziare le strategie logico-visive, in particolare grazie all’ uso di mappe mentali e mappe concettuali, Per gli alunni con maggiori difficoltà sono di grande aiuto tutte le forme di schematizzazione e organizzazione anticipata della conoscenza e, in particolare, i diagrammi le linee del tempo, le illustrazioni significative e le flashcard delle regole, così come la valorizzazione delle risorse iconografiche , degli indici testuali e dell’ analisi delle fonti visive.

Processi cognitivi e stili di apprendimento

Processi cognitivi e funzioni esecutive come attenzione, memorizzazione, pianificazione e problem solving consentono lo sviluppo di attività psicologiche, comportamentali e operative necessarie all’ elaborazione delle informazioni e alla costruzione dell’apprendimento. Allo stesso tempo, una didattica realmente inclusiva deve valorizzare i diversi stili cognitivi presenti in classe e le diverse forme di intelligenza, sia per quanto riguarda gli alunni, sia per quanto riguarda le forme di insegnamento.

Metacognizione e metodo di studio

Sviluppare consapevolezza in ogni alunno rispetto ai propri processi cognitivi è obiettivo trasversale ad ogni attività didattica. L’ insegnante agisce su quattro livelli di azione metacognitiva, per sviluppare strategie di autoregolazione e mediazione cognitiva e emotiva, per strutturare un metodo di studio personalizzato e efficace, spesso carente negli alunni con difficoltà.

Emozioni e variabili psicologiche nell’ apprendimento

Le emozioni giocano un ruolo fondamentale nell’ apprendimento e nella partecipazione. E’ centrale sviluppare una positiva immagine di sé e quindi buoni livelli di autostima e autoefficacia e un positivo stile di attribuzione interno. La motivazione ad apprendere è fortemente influenzata da questi fattori, così come dalle emozioni relative all’ appartenenza al gruppo di pari e al gruppo di classe. L’educazione al riconoscimento e alla gestione delle proprie emozioni e della propria sfera affettiva è indispensabile per sviluppare consapevolezza del proprio sé.

Valutazione, verifica e feedback

In una prospettiva inclusiva la valutazione deve essere sempre formativa, finalizzata al miglioramento dei processi di apprendimento e insegnamento. E’ poi necessario personalizzare le forme di verifica nella formulazione delle richieste e nelle forme di elaborazione da parte dell’alunno. La valutazione deve sviluppare processi meta-cognitivi nell’ alunno e, pertanto, il feedback deve essere continuo, formativo e motivante e non punitivo e censorio.

I dati degli ultimi anni evidenziano un massiccio e sempre crescente ricorso alle aule dei tribunali per la richiesta e il riconoscimento di un numero maggiore di ore di sostegno didattico. Questo aspetto da un lato risponde a un sacrosanto diritto che non può e non deve essere disconosciuto al momento della formazione degli organici provinciali dei posti di sostegno. Dall’ altro, però, rischia di far cadere le famiglie (e in molti casi la scuola stessa) nell’ equivoco che funzioni sempre questa equazione “Più sostegno = Più inclusione”. Se ragioniamo in termini di didattica è inutile ormai distinguere una didattica comune e una didattica speciale. Da qualche anno si parla di strategie operative di cerniera e di didattica inclusiva. Il salto che si sta cercando di operare nella nostra scuola è quello del passaggio dalla didattica inclusiva episodica (per un determinato alunno, per una determinata attività) a quella che viene oggi definita normale didattica inclusiva. Per farlo è necessario un gruppo di docenti che conosca le strategie didattiche inclusive e le utilizzi a regime e non episodicamente. Un gruppo che lavori in modo coerente e collaborativo, mirando a sviluppare negli studenti abilità al tempo stesso didattiche e sociali.

Progetto "INTEGRABILI"

A.N.M.I.C. SEDE PROVINCIALE DI CROTONE avvisa che è stata pubblicata la graduatoria provvisoria prevista dalla Legge 64/2001 per la selezione di n. 6 Volontari di Servizio Civile Nazionale.

La graduatoria provvisoria dovrà essere vagliata e autorizzata in maniera definitiva dal Servizio Civile Nazionale, pertanto per avviare il servizio si dovrà aspettare il nulla osta definitivo dell'ufficio  Nazionale.

I candidati risultatati IDONEI E SELEZIONATI saranno contattati dall’ente per la firma del contratto e per le modalità e tempi per l'avvio al servizio, previsto per il 13 Novembre 2017. Qualora vi siano candidati intenzionati a rinunciare, sono pregati di darne comunicazione all’ente tempestivamente.

Così come chiaramente riportato nel Bando Nazionale di Servizio Civile 2017 ricordiamo che, ai sensi di legge, a parità di punteggio è favorito il candidato più giovane.

Per ulteriori chiarimenti o maggiori informazioni in merito è possibile scrivere una mail all'indirizzo: segreterianmic@libero.it">segreterianmic@libero.it  oppure telefonare al num.tel.0962/20949

 

Graduatoria provvisoria