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Le associazioni: "Occorre spendere tutte le forze per annullare cancellare la proposta di Tremonti che porta la soglia di invalidità all? per cento" ROMA - Sul "Dopo di noi" occorre fare attenzione e affinare la proposta, ma le preoccupazioni di oggi delle associazioni dei disabili, intervenute all’incontro indetto dal Partito democratico con le stesse per discutere delle politiche della disabilità, sono tutte rivolte alla manovra correttiva del governo che definisce la percentuale di invalidità per l’assegno. Per Pietro Barbieri, presidente della Federazione italiana per il superamento dell’handipap (Fish), la protesta sarà dura. "Ricorreremo a tutte le forme di protesta - ha spiegato Barbieri -. Con la Fand stiamo organizzando una manifestazione unitaria, ma parteciperemo e sosterremo anche quella prossima dell’Aisla sulla questione dei Lea". Per Giovanni Pagano, presidente della Federazione tra le associazioni nazionali dei disabili (Fand), "occorre spendere tutte le forze per annullare il provvedimento dell’articolo 10 e cancellare la proposta di Tremonti che porta la soglia di invalidità all 85 per cento. Il ministro dell’economia non si può limitare a fare un’operazione di sottrazione perché quando togli quegli assegni devi interrogarti che fine fa il progetto di vita di queste persone. Il progetto di vita si interrompe bruscamente". Secondo Pagano, inoltre, questo intervento sulle pensioni di invalidità porterà un peso economico ancora maggiore per lo Stato. "Le famiglie, non potendo più avere il supporto - ha spiegato - si rivolgeranno agli istituti. Oggi le persone negli istituti sono 260 mila e aumentano ancora. E se guardiamo alla spesa, costano 2.500 euro al mese che finiranno sulle spalle dei comuni, delle province o delle regioni, comunque allo Stato". Per quanto riguarda la proposta di legge sul Dopo di noi, Barbieri chiede di fare molta attenzione alla soluzione degli istituti tenendo presente i casi di segregazione dei disabili già denunciati dalla Fish in passato. Per la Fish, occorre fare un passo in più. "Quando parliamo del Dopo di noi - ha affermato Barbieri - parliamo di abitazione privata e civile, prima di tutto. E se servono interventi di tipo sanitario devono essere basati su budget individuali. Oggi abbiamo bisogno di affermare che c’è un diritto ad essere adulti di tutti, non solo di chi è in grado di intendere e di volere". Anche per Pagano, occorre pensare ad un "processo per svuotare gli istituti raggiungendo accordi con le famiglie. La famiglia non può farsi carico da sola della persona disabile. Servono accordi precisi e con garanzie certe per portare il disabile in famiglia".(ga) 14/06/2010
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