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Manovra, niente tetto di reddito per lindennità di accompagnamento. LAnmic: "Siamo sollevati" Il commento del presidente Giovanni Pagano allipotesi di manovra economica: sembra ormai "scampato il rischio di un ritorno in istituto di centinaia di invalidi: a questo avrebbe portato lintroduzione del tetto di reddito massimo per il riconoscimento dellindennità ROMA - "La manovra rischiava di riportare negli istituti centinaia di invalidi, ma per fortuna sembra che il pericolo sia scampato": il presidente dellAssociazione nazionale mutilati e invalidi civili, Giovanni Pagano (anche presidente della Fand) commenta così lipotesi, ormai quasi certa, che il testo non preveda, in materia di riduzione della spesa per linvalidità, lintroduzione di un tetto di reddito per lottenimento dellindennità di accompagnamento. Il documento, che arriva oggi in Consiglio dei ministri ma di cui nei giorni scorsi già tanto si è detto sui giornali, quasi certamente non conterrà alcun limite di reddito per gli invalidi. "Per noi era una grande preoccupazione - riferisce Pagano - perché riteniamo che lindennità di accompagnamento rappresenti un vero e proprio ammortizzatore sociale per le famiglie delle persone invalide, che oggi rischiano di scoppiare. E proprio la mancanza di altri fondi, insieme allinvecchiamento della popolazione, spiega quellaumento del numero di indennità che il governo denuncia. Questo strumento è fondamentale per le famiglie, anche se copre circa un quinto delle loro necessità: abbiamo infatti calcolato che un invalido costa alla sua famiglia circa 2.500 euro al mese". Per quanto riguarda le altre misure, che invece probabilmente saranno incluse nella manovra, più che la preoccupazione regna lo scetticismo: "Innalzare la percentuale dinvalidità dal 74 all 80% per la concessione dellassegno significa raccogliere le briciole dalla tavola dopo aver mangiato. Soprattutto, rappresenterà un ulteriore onere per le commissioni, visto che tutti faranno richiesta di aggravamento". Stesso discorso per quanto riguarda lincremento dei controlli, che dovrebbero essere ben 400.000 tra il 2011 e il 2012: "Non abbiamo ostacolato i controlli effettuati finora, me ne registriamo la scarsa efficacia: solo 18.000 rischiano oggi di perdere i benefici economici, ma sicuramente faranno ricorso alla magistratura ordinaria. Prevediamo un recupero del 20-25% di questi. Insomma, alla fine quanto avremo speso per colpire 10.000 falsi invalidi? Avrebbe molto più senso - ed è questa la proposta dellAnmic - che le commissioni fossero messe in condizione di filtrare allinizio le domande, anziché spendere tanto per le revisioni". Sempre in merito ai controlli, Pagano ricorda "il disagio che è stato procurato a tanti invalidi, che per le loro condizioni non sarebbero dovuti essere convocati. Soprattutto, però, denunciamo il fatto che tutti coloro che hanno ricevuto una convocazione per la visita medica, abbiano subito la sospensione del trattamento economico fino alla definizione del caso. Questo significa che tante persone sono rimaste senza sussidi per 7-8 mesi: sapete cosa significa questo, soprattutto per chi non ha una famiglia?". Grandi perplessità anche riguardo il concorso delle regioni alle spese per linvalidità civile: "Comuni, regioni e province già soffrono tanto: frazionare così le spese significa solo perdere tempo. E forse vite umane". (cl) fonte: Superabile 25 maggio 2010
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