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25 gennaio 2012 - anniversario scomparsa fondatore dell’anmic alvido lambrilli

 

il presidente nazionale, giovanni pagano, il comitato centrale e direttivo, il segretario generale ed il personale tutto della direzione nazionale dell’anmic, ricordano il fondatore dell’associazione, alvido lambrilli, nell’xi anniversario della sua dipartita. 

COMUNICATO STAMPA

La Manovra Monti è legge (legge n. 214/2011). Entra quindi in vigore anche l’articolo 5 relativo all’ISEE, cioè allo strumento usato finora per stabilire l’accesso ad alcune prestazioni sociali agevolate.

 

La nuova legge stabilisce che l’ISEE potrà essere applicato anche alle agevolazioni fiscali e alla concessione delle provvidenze assistenziali (quindi anche alle pensioni di invalidità civile e alle pensioni sociali). A chi supererà la soglia stabilita da un apposito decreto non verranno più riconosciuti benefici fiscali, servizi sociali agevolati, prestazioni assistenziali. L’intento espresso ricorda molto alcuni elementi già presenti nel disegno di legge delega per la riforma fiscale e assistenziale presentata a suo tempo da Tremonti e stigmatizzata dai più in sede di discussione alla Camera.

 

Infatti, dal dettato dell’art. 5 della legge n. 214/2011, si evince che non dovranno esserci maggiori oneri per la finanza pubblica, anzi, dovranno generarsi risparmi grazie alla nuova disciplina dell’ISEE.

 

Comunque, i criteri, le modalità, gli ambiti applicativi devono essere ancora stabiliti da un apposito decreto che fonti governative dichiarano di urgente e celere definizione.

 

Nel fondato timore che moltissime prestazioni assistenziali siano a rischio, FAND e FISH hanno ufficialmente richiesto al Ministro delle politiche sociali, Elsa Fornero, un urgente incontro per tentare di scongiurare le peggiori ipotesi e i conseguenti danni per centinaia di migliaia di persone con disabilità e per le loro famiglie.

 

Roma 4 gennaio 2012

il presidente nazionale     il presidente naz.le fish

fand - giovanni pagano      pietro barbieri

 

FAND-DAY 2011

Le richieste delle Associazioni delle Persone con Disabilità

  

APPELLO AL GOVERNO:

basta tagli, chiediamo di essere convocati al più presto

 

Massiccia ed attenta partecipazione dei quadri dirigenti centrali e periferici della Federazione tra le associazioni nazionali delle persone con disabilità che sono intervenuti alla manifestazione del 30 novembre 2011, svoltasi a Roma presso l’auditorium dell’INAIL.

Unanime è stata la forte preoccupazione espressa nei loro interventi da parte dei presidenti nazionali delle associazioni che rappresentano il mondo della disabilità nei confronti dei preannunciati tagli al Welfare

 

In apertura dell’affollata assemblea, il presidente nazionale della Fand, Giovanni Pagano, ha riassunto i motivi di preoccupazione dei disabili e delle loro famiglie qualora le previste misure anticrisi dovessero ulteriormente penalizzare le loro già precarie condizioni di vita.

 

In particolare, il presidente Pagano ha auspicato che i condivisibili  principi di equità sociale, promessi nel programma di questo Governo, vadano a concentrarsi sugli sprechi e gli attuali privilegi, piuttosto che colpire, ancora una volta, i soggetti più indifesi. Al riguardo, il presidente Pagano, a nome della Fand, che rappresenta quattro milioni e mezzo di cittadini, ha chiesto di essere urgentemente convocato dal Governo per illustrare il grave e non più sostenibile disagio economico e sociale in cui versano i cittadini invalidi civili, ciechi, sordi nonché invalidi per lavoro e per servizio.

In particolare, la Fand lancia l’allarme sulle drammatiche conseguenze derivanti dalla eventuale approvazione della annunciata riforma assistenziale i cui effetti porterebbero all’azzeramento di qualsiasi forma di sostegno.

Numerosi sono stati i suggerimenti forniti e le richieste avanzate nel corso degli interventi tenuti dai responsabili nazionali delle associazioni componenti la Federazione.

Tommaso Daniele, presidente Uic, nel ribadire le richieste di consultazione con il Governo, ha precisato che, qualora non vi fosse adeguata risposta da parte delle istituzioni, la Federazione sarà pronta a scendere in piazza per una mobilitazione generale dei disabili.

 
1° dicembre 2011
 
 

 Intervista presidente pagano da "quotidiano.net" del 18/11/2011

«Beffe, dinieghi e umiliazioni per chi ha diritti autentici»

«NOI SIAMO i primi a combattere i falsi invalidi. Siamo la vera parte lesa in questa squallida vicenda, prima ancora dell’Inps». Ha un diavolo per capello Giovanni Pagano, presidente dell’Associazione dei mutilati e invalidi civili (Anmic) e della Fand, la Federazione dei disabili. Non è una partita semplice quella che le associazioni ...

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«NOI SIAMO i primi a combattere i falsi invalidi. Siamo la vera parte lesa in questa squallida vicenda, prima ancora dell’Inps». Ha un diavolo per capello Giovanni Pagano, presidente dell’Associazione dei mutilati e invalidi civili (Anmic) e della Fand, la Federazione dei disabili. Non è una partita semplice quella che le associazioni hanno intavolato con l’Istituto di previdenza e vengono a galla spigolosità e mortificazioni.
«Con l’Inps — spiega Pagano — è difficile il dialogo, perché purtroppo non c’è unità di pensiero. Ognuno va per conto suo. Abbiamo chiesto l’elenco delle 21mila persone escluse dal trattamento economico e di conoscere i motivi che hanno portato a questa esclusione, ma non abbiamo ottenuto risposta».
Rischiate di essere bastonati due volte in questa storia...
«Forse anche tre, perché un’altra cosa che non possiamo accettare è questo meccanismo umiliante delle verifiche annuali. È difficile che a un amputato possa ricrescere l’arto, che un paraplegico possa riprendere a camminare. Quello che ci manca e che ci negano sono i numeri: ci sono gli esclusi, bene, fateci vedere chi sono, perché se a una persona che aveva il 100% di invalidità e ora la percentuale è stata portata al 73%, non avrà più il trattamento economico, d’accordo, ma non si può parlare di falso invalido. Se andiamo a vedere le statistiche della magistratura a cui si è rivolto chi ha ritenuto di avere subito un torto, allora ci accorgiamo che il tribunale, nel 70% dei casi, ripristina il trattamento economico e dà torto all’Inps. Ecco perché tutti questi dati devono uscire dai cassetti».
Però è innegabile che il problema dei falsi invalidi esista, non crede?
«Provocatoriamente dico che è un falso problema. In occasioni ufficiali al ministero del Lavoro, alle presenza dell’Inps, ho chiesto di quantificare i risparmi nel biennio 2010-2011, frutto della caccia al falso invalido. Nonostante io rappresenti 5 milioni di persone, non sono riuscito ad avere nemmeno quel dato. E altri incontri non ci sono stati concessi».
Non crede che soprattutto al Sud l’invalidità sia stata usata come welfare parallelo?
«Se è accaduto, è stato col placet di chi determinava le percentuali di invalidità, parlo di medici di enti pubblici. Non si pensi, in ogni caso, che la gente si arricchisca con queste pensioni: parliamo di 8 euro e mezzo al giorno».
Lorenzo Sani

COMUNICATO STAMPA

 

Il Comitato Esecutivo della Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità (FAND) si è riunito il 2 settembre 2011  per esaminare il contenuto dei recenti provvedimenti di finanza pubblica emanati dal Governo.

In tale occasione la Dirigenza FAND si è soffermata soprattutto sul disegno di legge n. 4566, attualmente assegnato alla 6ª Commissione permanente della Camera e recante delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale, in particolare sull’art. 10 il quale prevede interventi di riqualificazione e riordino della spesa in materia sociale.

Al riguardo, il Comitato Esecutivo della FAND, dopo un’ampia ed approfondita discussione, si è espresso all’unanimità sui seguenti principi fondamentali:

 

  • totale condivisione del contrasto al fenomeno della falsa invalidità, che, assorbendo indebitamente risorse finanziarie, non fa altro che nuocere a tutte le persone che soffrono di reali disabilità;
  • riconoscimento della necessità di provvedere ad un riordino complessivo e ad una razionalizzazione dell’attuale disciplina concernente lo stato sociale, che siano, però basati in ogni principio cardine, sul riconoscimento dei diritti soggettivi delle persone disabili, e non invece su forme, più o meno volontaristiche, di risposta al loro stato di bisogno, ovvero concepiti unicamente come ulteriore forma di contenimento della spesa pubblica che penalizzi doppiamente i disabili, prima come cittadini e poi come soggetti più deboli e a forte rischio di emarginazione;
  • fermo e completo rigetto di qualsiasi norma che preveda la violazione, anche parziale, del principio dell’erogazione dell’indennità di accompagnamento e della indennità di comunicazione al solo titolo della minorazione, quale espressione più alta dell’assioma contenuto nell’art. 38 della Costituzione e sulla base di quanto in più sedi sostenuto dai supremi organi giudicanti del nostro ordinamento, secondo i quali l’indennità di accompagnamento rappresenta un intervento assistenziale della collettività indirizzato non al mero sostentamento dei soggetti disabili, ma alla predisposizione di una misura riparatoria e compensativa, pur di natura pecuniaria, volta ad offrire sostegno ed aiuto solidale a chi soffre di gravissime menomazioni o particolari patologie, ed ha bisogno di assistenza continua per il compimento di atti quotidiani della vita che gli sono impediti, compresi quelli della cosiddetta “vita sociale o di relazione”;
  • piena disponibilità a collaborare con le autorità governative per la istituzione di un tavolo di concertazione, volto a definire le linee guida di un riordino normativo dell’attuale disciplina socio-assistenziale, rifiutando con forza qualsiasi intervento attuato senza il coinvolgimento diretto dei rappresentanti delle persone disabili, in spregio ai principi ispiratori della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dallo Stato italiano con legge 3 marzo 2009, n. 18.

 Alla luce di quanto sopra, il Comitato Esecutivo della FAND, ha deliberato all’unanimità di richiedere il ritiro del citato disegno di legge n. 4566, almeno per quanto concerne il capo II contenente le misure di riforma assistenziale, stabilendo contestualmente lo stato di agitazione a tempo indeterminato dell’intera categoria anche con forme di appoggio a manifestazioni di protesta decise in accordo con altre associazioni di persone disabili, ovvero organizzate da altri enti od organismi rappresentativi della società civile, fino a quando non sarà stata trovata una soluzione realmente rispettosa dei diritti di tutte le persone disabili, riconosciuti dalla Costituzione.

 

2 settembre 2011 

 

 

Manovra: gli emendamenti delle Federazioni delle Associazioni delle persone con disabilità (FAND e FISH)

 

  Le Federazioni delle associazioni delle persone con disabilità (FAND e FISH) fanno sentire, ancora una volta, la loro voce formalizzando alcuni emendamenti alla Manovra-bis all’esame del Parlamento.

 

Gli emendamenti sono pochi ma determinati e chiari poiché si fondano sulla consolidata convinzione che siano, ancora una volta, sotto scacco le politiche sociali in una manovra che si preoccupa più di rassicurare i mercati finanziari che le famiglie e le persone con disabilità.

 

Le Federazioni chiedono che il Parlamento dia un segnale diverso e preveda un finanziamento specifico per il Fondo per le politiche sociali. La copertura può derivare da un Piano straordinario di controllo sull’evasione fiscale (500mila controlli per tre anni) sulla falsariga di quello praticato negli ultimi anni contro i “falsi invalidi”.

 

La riforma assistenziale in Italia si può e si deve fare, ma non certo con il vincolo immediato di recuperare 20 miliardi: non sarebbe una riforma, ma solo una graduatoria di tagli che nulla hanno a che vedere con il miglioramento qualitativo e quantitativo dei servizi alle persone. Le Federazioni chiedono di eliminare la riforma assistenziale dalle logiche di cassa, operando invece su una riforma fiscale che non preveda solo la revisione delle agevolazioni, ma anche l’introduzione di meccanismi di sistema per contrastare l’evasione fiscale.

 

Le Federazioni chiedono inoltre la soppressione dei tagli aggiuntivi agli enti locali che sarebbero la causa della cancellazione di tanti servizi alle persone e alle famiglie.

 

Ma agli emendamenti si aggiunge un marcato sdegno delle Federazioni per le esternazioni del Ministro Calderoli che ha persino avanzato l’ipotesi di interventi restrittivi sulle pensioni di reversibilità e sulle indennità di accompagnamento. Una prospettiva inaccettabile a giudizio di FAND e FISH, poiché taglierebbe le uniche misure di sostengo oggi esistenti a favore della non autosufficienza, colpendo i cittadini più deboli.

 

29 agosto 2011

 

FISH

Federazione Italiana per il

Superamento dell’Handicap

FAND

Federazione tra le Associazioni

Nazionali delle persone con Disabilità

 

Manovra. Fand: "I sacrifici dei disabili non risolveranno i problemi"

La Federazione associazioni nazionali disabili boccia il testo della manovra finanziaria e annuncia un sit-in al Senato e altre iniziative. Pagano: "Per poter risolvere la crisi non si possono raccogliere solo le briciole senza mettere mano sui grandi capitali, sulle grandi rendite, sull’evasione fiscale e sugli sprechi"

 

ROMA - "Per poter risolvere la crisi economica non si possono andare a raccogliere le briciole e pensare di non mettere mano sui grandi capitali, sulle grandi rendite, sull’evasione fiscale e sugli sprechi. In questo modo si distruggerà lo stato sociale e non si risolverà nulla". È dura la critica di parte di Giovanni Pagano, presidente della Fand (Federazione associazioni nazionali disabili) alla manovra proposta dal governo dopo la proposta di una contromanovra promossa dalla Federazione italiana per il superamento dell’handicap (Fish) nei giorni scorsi. "Anche se è necessaria - ha affermato Pagano -, siamo molto critici nei confronti di questa manovra". A non convincere, però, non sono soltanto alcuni degli interventi previsti nel testo della manovra, quanto l’interno impianto. "Sentiamo parlare ancora una volta di un tetto di reddito sulle indennità di accompagnamento, di una stretta ancora sulle pensioni che poi sono 246 euro al mese per un disabile su sedia a ruote. La soluzione è nell’evitare gli sprechi, tassare le grandi rendite e le grandi proprietà, il resto è solo aria fritta e il problema non si risolverà".

Pagano non nega un certo "avvilimento" e una "rassegnazione che porta all’esasperazione" di fronte all’ennesima battaglia per evitare tagli al sociale. Servono sacrifici, si sente dire spesso in questi giorni, ma come aggiunge il presidente della Fand, "quelli che possono fare una categoria come la nostra non risolvono i problemi". Nonostante l’avvilimento, però, non mancano le iniziative di protesta che possano riaprire il dibattito. "Stiamo organizzando un sit-in permanente a Palazzo Madama fin quando ci sarà la discussione in Senato, ma abbiamo in mente altre iniziative. Parteciperemo a tutte le iniziative con la Fish per non tartassare gente che appena sopravvive. Organizzeremo tutte le iniziative necessarie e abbiamo già allertato le sedi provinciali per una partecipazione massiccia a questi eventi". Tra le iniziative annunciate da Pagano anche "qualche azione eclatante al ministero del Welfare perché siamo alla conclusione di questo ministero. Se questa manovra passa così com’è il ministero potrebbe anche non esistere più perché non ci sarà più un welfare in grado di difendere la parte più debole degli italiani". (ga)

Fonte: Superabile 24 agosto 2011

 

 

 

COMUNICATO FAND

(Federazione tra le Associazioni nazionali delle persone con disabilità)

 

SCUOLA: NO AL NUOVO DISEGNO DI LEGGE CHE AFFIDA AI PRIVATI IL SOSTEGNO AGLI ALUNNI DISABILI. LA FAND CHIEDE IL RITIRO DEL DDL N. 4405 PRESENTATO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI

 

Con il disegno di legge (atto Senato 2594) presentato dai senatori PDL, Bevilacqua e Gentile, si intendeva introdurre nel nostro ordinamento giuridico la c.d. “privatizzazione del sostegno scolastico ai disabili”.

In merito al provvedimento di cui sopra, aveva preso posizione il Sottosegretario del MIUR, on.le Giuseppe Pizza, il quale in un incontro ufficiale con gli esponenti delle due maggiori federazioni (FAND e FISH) manifestò l’intento di non sostenerlo in sede parlamentare. Ciò nonostante, il 27 luglio 2011, il testo del cennato DDL viene presentato alla Camera dei Deputati con modifiche talmente irrilevanti che il suo contenuto rimane praticamente immutato. Al riguardo, preme sottolineare che l’iniziativa fa capo all’on.le Giovanni Dima del PDL e da altri nove parlamentari del gruppo di maggioranza (DDL 4405).

In sintesi viene riproposta la volontà di affidare gli alunni con disabilità a personale privo di competenze pedagogico-didattiche.

Sorge spontaneo, allora, chiedersi: perché affidare a “soggetti privati” la formazione degli alunni disabili? Perché impedire loro un cammino comune, che fra l’altro è stato riconosciuto anche da importanti provvedimenti internazionali, non ultima la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità?

Secondo i suoi firmatari, il DDL n. 4405 intenderebbe “favorire il sostegno di alunni con disabilità nel rispetto del dettato costituzionale” mentre sembra, invece, ben più orientato a dare risposte urgenti ai “bisogni propri” del privato, dal momento che contempla la possibilità, per le scuole, di “definire progetti” con la collaborazione di «personale o consulenti privati esterni alla scuola»: progetti che riguardano la elaborazione e la attuazione del Piano Educativo Individualizzato, a favore del sostegno degli alunni con disabilità, e “misure educative e didattiche di supporto” per gli alunni con DSA.

I soggetti privati, esterni alla scuola, verrebbero dunque investiti della possibilità di effettuare interventi individuali, rivolti cioè al singolo alunno, contraddicendo quanto elaborato e documentato dalla pedagogia e dalla didattica da un lato e contemplato dalla normativa, dall’altro, in merito all’intero processo di integrazione scolastica.

Ma quello che, nella proposta avanzata, appare ormai non più singolare ma sicuramente rischioso è il tentativo di ipotizzare interventi di “esterni” proprio per l’attività di insegnamento. È vero che la scuola soffre per i numerosi tagli del personale, ma ciò non sottrae gli insegnanti in servizio dalla responsabilità di occuparsi di tutti gli alunni loro affidati.

Perché quindi pensare a figure esterne impiegate in attività didattiche? E poi, con quali competenze verrebbe individuato questo personale? Si tratta forse di un subdolo tentativo di far rientrare dalla finestra coloro che i tagli hanno lasciato fuori dalla porta? Oppure, introducendo nella classe personale dedito solamente all’educazione di alunni con disabilità, si cerca di aggirare le  norme dell’integrazione scolastica, che vogliono che tutti gli insegnanti che operano in una classe, compreso quello di sostegno, siano assegnati alla classe e non all’alunno? Oppure, ancora, è solo un modo un po’ maldestro per iniziare a rendere ufficiali quelle classi differenziali che molti (troppi) sognano, ma che ora è difficile dichiarare in modo palese cogliendo l’occasione, dalla recente stigmatizzazione normativa degli alunni con DSA?

Da tempo, come Federazione, siamo fortemente preoccupati per il presente e il futuro della scuola dell’integrazione e più volte abbiamo manifestato il nostro dissenso rispetto a politiche che mettevano a rischio il processo di inclusione scolastica. Non possiamo pertanto che prendere le distanze da questo nuovo Disegno di Legge, chiedendo a tutto il mondo politico di intervenire perché il DDL n. 4405, Disposizioni per favorire il sostegno di alunni con disabilità,  venga immediatamente ritirato.  La nostra protesta è ferma e intransigente.

 

Il Presidente nazionale FAND – Giovanni Pagano

 

 

 

 

 

 

 

ROMA, 23 GIUGNO 2011: MANIFESTAZIONE CONTRO I TAGLI AL WELFARE.

LA PARTECIPAZIONE DI ANMIC – FAND E DELLE ASSOCIAZIONI DEI DISABILI

 

Welfare, anche le persone disabili "alzano la voce": "Problemi comuni, ma oggi c’è soddisfazione" .

La manifestazione contro i tagli al sociale davanti a Montecitorio si rivela un successo per il mondo del terzo settore: alcune migliaia di persone per una presenza oltre ogni aspettativa. Straordinaria la mobilitazione di migliaia di persone con disabilità fisica e sensoriale: per Fish e Fand un altro successo di piazza. Forte protagonismo delle associazioni: l’entusiasmo di Uic, Anmic, Ens, Fiadda, Angsa, Coordown

ROMA - Volontari, operatori, persone in difficoltà. Fra le migliaia di persone accorse a piazza Montecitorio per protestare contro i tagli al sociale, la parte del leone la fanno le persone con disabilità. Sono tanti, sono organizzati e si notano anche di più, con i loro cartelli e le bandiere che tappezzano l’area di piazza Montecitorio riservata alla protesta. Le due federazioni delle persone con disabilità, Fish e Fand, non possono che essere soddisfatte per la riuscita della protesta, che ricorda molto quella di poco meno di un anno fa, quando i disabili scesero in piazza contro la paventate modifiche alla normativa sull’invalidità. Ci sono le bandiere bianche e rosse della Fish, ci sono le magliette dei volontari e degli associati dell’Unione italiana ciechi, ci sono gli striscioni delle due anime del mondo dei sordi, gli oralisti che si posizionano vicino al gazebo dal quale parlano i convenuti, e i segnanti, che seguono gli interventi guardando la traduzione in Lingua dei segni di due interpreti che lavorano per ore sotto il sole. La protesta è unitaria e trasversale, raccoglie tutti i tipi di disabilità e le mette assieme per chiedere rispetto e dignità.

Una "partecipazione importante" e un "messaggio chiaro e forte" quello lanciato dalla piazza per Pietro Barbieri, presidente della Fish, Federazione italiana superamento handicap, che sottolinea il movimento convergente che porta persone con disabilità, mondo del volontariato e operatori sociali in piazza insieme. "La mia soddisfazione è immensa - confida Giovanni Pagano, presidente Anmic, l’associazione nazionale mutilati invalidi civili - perché è stato premiato il sacrificio organizzativo di persone che hanno grandi difficoltà fisiche e che hanno ugualmente risposto agli appelli arrivando da luoghi anche lontani come Sicilia, Sardegna, Campania, Puglia, Lombardia: è una presenza che conferma la storia di un’associazione nata per rivendicare i diritti e che continua a farlo anche oggi, con un governo che si dimostra sempre più assente e insensibile alle nostre richieste". Per Pagano, che in piazza rappresentava anche la Fand, di cui è presidente, i problemi sulla scuola, il lavoro ("così importante come mezzo per affrancare le persone e permettere loro una vita piena"), l’assistenza alle persone e l’aiuto alle famiglie sono le problematiche più evidenti e in via di peggioramento.

Proprio sulla scuola e sui problemi al sostegno si sofferma Sergio Silvestre, presidente del Coordown, che mette in evidenza come i diritti degli alunni all’inclusione scolastica stiano diventando sempre più una faccenda da tribunale, diritti da esigere attraverso la via giudiziaria: "Abbiamo moltiplicato le segnalazioni e le famiglie nelle aule di giustizia vincono sempre: il Ministero dell’Istruzione quest’anno non ha vinto una sola sentenza sul sostegno. Ma non si può continuare così". Preoccupazione forte esprime anche Carlo Hanau (Angsa, associazione nazionale genitori soggetti autistici onlus), concentrandosi su una particolare situazione territoriale, quella di Bologna: "I tagli del governo nazionale si fanno ormai sentire anche in Emilia Romagna e le prime avvisaglie negative sono arrivate proprio a Bologna città, laddove il comune ha ridotto sensibilmente i contributi per gli assegni di cura che eroga: lo scorso anno erano stati 2600, nei primi quattro mesi del 2011 sono stati appena 300, un taglio drammatico". (ska)

Fonte: Superabile.it (23 giugno 2011)

 

Welfare, la protesta di piazza è un successo: uno spiraglio dal governo

Oltre le aspettative la partecipazione al presidio contro i tagli al sociale: migliaia di disabili, volontari e operatori sociali davanti a Montecitorio. L’opposizione al completo assicura: "Siamo con voi". Il sottosegretario al Welfare Musumeci assicura un confronto in tempi brevi

 

ROMA - Oltre ogni aspettativa. La manifestazione unitaria del terzo settore contro i tagli del governo alle politiche sociali incassa un successo indiscutibile: qualche migliaio di persone in piazza Montecitorio, grande presenza di persone con disabilità, volontari, operatori sociali per una mattinata che sarà ricordata a lungo nel mondo del non profit italiano, sostanzialmente unito nelle sue componenti per evidenziare il problema della carenza di risorse per il sociale. Iniziativa vibrante e partecipata dal basso, che raccoglie l’unanime appoggio dell’opposizione, parlamentare e non: Partito Democratico e Udc usano toni molto simili, e dall’Idv a Rifondazione comunista tutta l’area dei partiti estranei alla maggioranza assicurano il sostegno e l’appoggio al mondo del volontariato e del terzo settore. "Non abbiamo ricevuto - afferma a fine mattinata Lucio Babolin, portavoce della campagna "I diritti alzano la voce", primo promotore insieme al Forum del Terzo Settore - messaggi da parte di esponenti della maggioranza: la cosa, evidentemente, non è un buon segnale". Se la maggioranza parlamentare tace, un segnale di disponibilità arriva invece dal sottosegretario al Welfare Nello Musumeci, che gli organizzatori incontreranno personalmente fra una decina di giorni.

La soddisfazione del terzo settore è evidente: "E’ stato faticoso - dice sempre Babolin - costruire una mobilitazione unitaria di tutte le organizzazioni del terzo settore, un mondo che non è abituato a scendere in piazza ma che oggi ha dato una straordinaria immagine di sé. La presenza, anche dal punto di vista quantitativo, così numerosa, con alcune migliaia di persone e un successo oltre le migliori aspettative, è senza dubbio un segnale forte da parte della società civile, ormai arrivata al limite della sopportazione". In questo momento nel quale "i nodi vengono al pettine" e "nei territorio iniziano a sparire i servizi", la mobilitazione permette di "canalizzare la protesta" e di renderla unitaria. Mobilitazione che non finisce qui: "Grazie per la giornata di oggi ma rimanete in allerta, perché non ci fermiamo qui", spiega il portavoce della campagna ai manifestanti rimasti fino alla fine della mattinata sotto il gran sole che splendeva davanti Montecitorio. (ska)

Fonte: Superabile.it (23 giugno 2011)

 

 

Manifestazione a Roma, Bindi: “Non si può pensare di uscire dalla crisi prendendosela contro i più deboli”

Diversi politici presenti alla manifestazione romana contro i tagli. Turco: “Abbiamo fatto insieme le battaglie più importanti, già ai tempi della legge 328: noi siamo con voi”. Franceschini: “La vostra è una battaglia giusta”

ROMA – “Hanno la maggioranza assoluta in Parlamento e in previsione della nuova manovra economica devono dirci come intendono usarla: se ancora contro le persone o a loro favore”. Lo dice, fra le urla di approvazione e i suoni di fischietti e tamburi, la presidente del Pd Rosy Bindi ai manifestanti che protestano davanti Montecitorio contro i tagli al sociale del governo. “Io quando ero al governo – ha scandito con toni decisi la Bindi – ho finanziato i servizi e i fondi sociali, ma questo governo li ha prima tagliati e poi completamente azzerati. Non si può pensare di uscire dalla crisi prendendosela contro i più deboli: in parlamento vi assicuro che faremo la nostra battaglia e non li daremo alcuna tregua”. “Noi non ci siamo mai persi di vista – afferma invece Livia Turco – e oggi ci ritroviamo: noi abbiamo fatto insieme le battaglie più importanti, già ai tempi della legge 328: noi siamo con voi”, dice.

“Voi siete persone – dice dal canto suo il capogruppo Dario Franceschini – non abituate a scendere in piazza ed è paradossale e grave che dobbiate farlo per difendere dei principi costituzionali: la vostro partecipazione è assolutamente eccezionale e la vostra è una battaglia giusta”. “Quando si arriva in piazza stanchi e arrabbiati – continua Franceschini – è anche legittimo diffidare delle parole dei politici, anche di quelle dei politici dell’opposizione: vi dico però che non abbiamo contrastato questi tagli e continueremo a farlo”. “Prendo l’impegno – conclude Franceschini – a portare in aula a luglio la mozione che abbiamo presentato sul tema, perché deve esserci su questo tema un’assunzione di responsabilità da parte di ogni singolo parlamentare: è soprattutto nei momenti di crisi che deve valere il principio basilare per cui chi ha di più deve dare di più anche dal punto di vista del prelievo fiscale, in proporzione al proprio reddito”. (ska)

© Copyright Redattore Sociale

 

 

COMUNICATO FAND

 

Inclusione scolastica: no al disegno di legge PDL che vuole affidare ai privati il sostegno agli alunni disabili

 

La Federazione tra le Associazioni nazionali delle Persone con Disabilità (FAND) esprime preoccupazione per la proposta legislativa dei Senatori Bevilacqua e Gentile del PDL che prevede interventi di “personale esterno alla scuola”per l’attività didattica degli alunni disabili. Il Presidente FAND Pagano: “Così si aggira la normativa vigente e il processo di integrazione dei disabili nella scuola, mettendo gravemente a rischio  la loro inclusione nella comunità.” Lo spettro del ritorno alle classi differenziali.

 

Il Disegno di Legge 2594, Disposizioni per favorire il sostegno di alunni con disabilità, presentato da due Senatori del PDL, interviene sul delicato tema dell’integrazione scolastica, con l’obiettivo, scrivono i co-firmatari, di “migliorare la qualità dell’integrazione”.

In realtà, la proposta contenuta nel DDL sembra più orientata a dare risposte ai “bisogni” del privato, piuttosto che all’integrazione. Infatti in essa è contemplata la possibilità, per le scuole, di “definire progetti” con la collaborazione di «personale o consulenti privati esterni alla scuola» a favore del sostegno degli alunni con disabilità, per la elaborazione e l’attuazione del Piano Educativo Individualizzato, e per gli alunni con DSA, “misure educative e didattiche di supporto”.

Con questo provvedimento - denuncia il Presidente FAND Giovanni Pagano - viene consentito al “privato” di effettuare interventi rivolti al singolo alunno, contraddicendo quanto contemplato dalla normativa, e quanto elaborato dalla pedagogia e dalla didattica, in merito al processo di integrazione.” L’inclusione scolastica, come è noto, si realizza esclusivamente all’interno di un contesto sociale, come la classe e la comunità scolastica, fino a comprendere l’intero ambito di vita dell’alunno con disabilità.

Ciò che in questa proposta di legge appare singolare e rischioso è il tentativo di ipotizzare interventi di personale “esterno alla scuola” anche per l’attività didattica. Attività per la quale la scuola dispone già di professionisti appositamente formati e in possesso di abilitazione all’insegnamento.

“Inserendo nella scuola collaboratori impegnati unicamente per l’educazione degli alunni con disabilità - spiega Pagano - si cerca di aggirare le  norme di riferimento dell’integrazione scolastica (che vogliono che tutti gli insegnanti di una classe, compreso quello di sostegno, siano assegnati all’intera classe). La presenza nella scuola di personale ‘esterno’, dedito esclusivamente ad alunni con disabilità o con DSA, prospetta, invece, la creazione di “gruppi di alunni” classificati in virtù del loro funzionamento. Il che equivale a consolidare, nella scuola dapprima e nella società poi, lo stigma del diverso: un diverso che deve stare appartato dal gruppo dei coetanei.”

Da anni la Fand sollecita la formazione sulle tematiche dell’inclusione per tutto il personale in servizio, dai Dirigenti Scolastici agli insegnanti, fino a coloro che si apprestano ad operare nella scuola.  L’integrazione, più volte è stato riaffermato, richiede professionalità e competenza. Nel DDL presentato sembra invece che la risposta debba essere una non ben definita professionalità, la cui unica caratteristica è di essere “esterna alla scuola” e appartenere al privato. Perché questa scelta? Forse perché avanza sempre più l’idea che ci si possa ‘sbarazzare’ degli alunni con disabilità ricreando spazi separati dalle classi comuni? È questo l’obiettivo? Iniziare a rendere ufficiali quelle classi differenziali o quelle scuole speciali che la normativa sull’inclusione ha dichiarato chiuse per sempre?

Eppure basterebbe applicare la normativa in vigore per vedere realizzata una scuola effettivamente inclusiva. Dichiara infine il Presidente FAND Giovanni Pagano: “Come Federazione tra le Associazioni nazionali delle Persone con Disabilità, Federazione da anni impegnata nel difendere i diritti delle persone con disabilità, nell’esprimere la nostra preoccupazione per il futuro della scuola inclusiva, prendiamo le distanze dal Disegno di Legge e chiediamo a tutto il mondo politico un grande segno di civiltà, e cioè di intervenire per bloccare immediatamente il DDL n. S 2594 presentato dai parlamentari del PDL, Senatori Bevilacqua e Gentile.”

 

Ufficio stampa ANMIC:

Dott. Bernadette Golisano

Tel. 06/76963222 fax 06/7141608

Mail: tempinuovi.bg@tiscali.it

 

 

 

 

 

 

LETTERA APERTA ANMIC AL PRESIDENTE INPS ANTONIO MASTRAPASQUA

INPS,  VERIFICHE DI INVALIDITA’ E USO MEDIATICO  DELLE STATISTICHE

 

Gentile Presidente,

            in riferimento alla Sua presentazione dei risultati sulle verifiche di invalidità effettuate nel 2010 dall’INPS, pubblicati in questi giorni con grande risalto da tutti gli organi di stampa, i disabili italiani - e l’Associazione nazionale mutilati e invalidi civili in particolare – si sentono sorpresi e amareggiati. Sorpresi, perché, a leggere i  titoli dei giornali sui dati illustrati dall’Inps in merito alle revoche, un pensionato di invalidità su quattro sarebbe automaticamente ritenuto un “falso invalido”. Amareggiati, perché i numeri utilizzati strumentalmente nei titoli a tutta pagina fanno intendere all’’opinione pubblica che fra gli invalidi si nascondono migliaia di truffatori.

            In tal modo, ancora una volta, si scatena la caccia al capro espiatorio sui cittadini più deboli, utilizzando interpretazioni a dir poco parziali dei dati sulle verifiche sull’invalidità. Perché non spiegare ai giornali, ad esempio, che le revoche non significano automaticamente la scoperta di false invalidità? Le revoche sono infatti causate in moltissimi casi - come ben sanno gli addetti ai lavori - dalle mancate comunicazioni Inps del giorno della visita di verifica, oppure dal semplice abbassamento della percentuale riconosciuta all’invalido. Includere invece questi casi nel numero complessivo dei presunti “falsi invalidi” finisce solo per criminalizzare e mettere alla gogna mediatica  migliaia di cittadini veri invalidi innocenti, ma vilipesi e sbeffeggiati per la loro disabilità ritenuta oggi dall’Inps “insufficiente” per la concessione di 260, 27 centesimi al mese.

            Vorrei subito precisare che, come Lei sa, i disabili veri e quindi l’ANMIC- l’Associazione che ho l’onore di presiedere – non ha mai messo in discussione l’operazione di trasparenza e controllo che l’Inps aveva preannunciato, a tutela appunto dei cittadini onesti. Abbiamo piuttosto indicato subito all’Istituto le disfunzioni e i ritardi nel sistema di controllo e anzitutto del sistema informatico che, come ha  ammesso l’Inps, ha già creato enormi disagi e disguidi agli invalidi, invece di velocizzare le procedure di accertamento. Disguidi e problemi che peraltro sono stati già indicati in primis proprio dai medici INPS, in una lettera molto critica scritta ai vertici del loro Istituto.

            Infine come non ricordare che, a proposito di verifiche, l’Inps ha chiamato  a visita erroneamente (e per questo se ne è scusato ammettendo l’errore) invalidi con patologie irreversibili, sprecando soldi pubblici e umiliando cittadini disabili gravi, che non possono certo guarire. E’ già accaduto ad esempio al Vicepresidente CONI e Presidente provinciale Anmic Luca Pancalli. Vorrei ricordare che per questa convocazione a visita l’Inps, e lo abbiamo apprezzato, ha già ammesso pubblicamente l’errore. Ma cosa accade invece a quei cittadini invalidi meno noti sui quali oggi pesa il continuo sospetto e persino l’accanimento dei media? Perché non chiedere scusa anche a loro?

            Le chiediamo dunque, in qualità di Presidente INPS, di tutelare davvero la dignità dei disabili italiani: la ringraziamo fin d’ora se vorrà rimediare a un uso scorretto e strumentale delle cifre che rischia di danneggiare una intera categoria di cittadini, già messa in grave difficoltà dalla inadeguatezza del welfare e dalla disattenzione del mondo politico e istituzionale.

 

Il Presidente nazionale Anmic -   Giovanni Pagano

Roma,18 febbraio 2011

                                                                                                          



INCONTRO AL MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

 

 

Verbale dell’incontro  del giorno 29 dicembre 2011 presso il Ministero della Pubblica Istruzione, ore 11.

 

Partecipanti:

Dr.ssa Giovanna Boda Direttrice Centrale Ministero Pubblica Istruzione Dipartimento Alunni.

Dr. Raffaele Ciambrone Dirigente Dipartimento Alunni Ministero Pubblica Istruzione.

Giovanni Pagano Presidente Nazionale FAND.

Pietro Barbieri Presidente Nazionale FISH.

Dr. Salvatore Nocera - FISH.

Dr. Carlo Calvani - ANMIC.

 

Ha introdotto la riunione la Dr.ssa Boda comunicando  che il Ministro Profumo dà molta rilevanza all’incontro del 10 gennaio p.v., perché molte sono le problematiche da definire. Infatti, quest’anno, solo nella Regione Abruzzo,  sono state firmate 476 deroghe per gli insegnanti di sostegno e tutto ciò non dovrà più succedere perché c’è l’obbligo di garantire il diritto allo studio; prima che inizino i problemi si deve  organizzare questo servizio. Perciò c’è bisogno delle associazioni che svolgono un lavoro proficuo  che per il Ministero è da stimolo riuscendo a proporre problematiche che altrimenti rimarrebbero sconosciute. La necessità di questa cooperazione farà si che si dovranno prevedere incontri  con le Associazioni, di una o due volte al mese. Dobbiamo dare la massima priorità al diritto allo studio. Il Ministro Profumo, alla luce delle problematiche suesposte, vuole dare nuovo impulso al sistema della rilevazione dati: la qualità è essenziale e vitale per la programmazione:  ne occorrono pochi ma indispensabili.

Un altro argomento che sta molto a cuore al Ministro è l’Osservatorio: tutto è pronto per il suo insediamento e il Ministro vorrebbe sapere se le associazioni preferiscono una riunione ristretta, nella quale possano essere esaminate tutte le richieste da avanzare, o se si preferisca l’insediamento immediato dell’Osservatorio.

La Dr.ssa Boda prosegue, prima di dare la parola alle associazioni, sottolineando che ci sono a disposizione 5 milioni e 400mila euro per la formazione, da gestire insieme e destinati all’integrazione scolastica; si deve però, essere efficaci e l’integrazione dovrà  avvenire con tempestività e comunque prima dell’inizio dell’anno scolastico! Si rende necessario stabilire una griglia di priorità in cui si possano prevedere ed organizzare le fasi di una programmazione annuale. Ad esempio si potrebbe pensare ad una giornata con il Presidente della Repubblica, che ha già dato la sua disponibilità. Si rende altresì utile  prevedere un reinserimento nell’”Europa” con partecipazione, a turno, su Bruxelles. L’ultima enunciazione  è relativa al problema dell’URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico)

Finora il  Ministero lo ha realizzato in maniera tradizionale, tipo centralino, ma si deve cambiare. Si dovrà garantire un servizio on-line, efficace per tutti gli utenti che, con un accordo tra Associazioni e Ministero potrà essere gestito con competenza.

A questo punto la Dr. ssa Boda dichiara di aver terminato l’esposizione delle problematiche che stavano maggiormente a cuore al Ministro e passa la parola alle Associazioni che  iniziano a replicare con l’intervento del Presidente Pagano il quale dichiara che dall’esposizione fatta noi traiamo tutti una grande boccata di ossigeno per la validità dell’offerta ed il coinvolgimento che ci viene riservato su problemi che vanno avanti da anni. E’ la prima volta che si assiste ad una esposizione delle reali criticità della scuola  sulle quali la FAND e la FISH hanno predisposto un documento su cui sono riportate le principali problematiche che, a loro avviso, debbono essere sottolineate e  che potranno essere la base dell’ordine del giorno della prossima riunione dl 10 gennaio con il Ministro. Tale documento è stato consegnato alla Dr.ssa Boda che assicura sarà immediatamente rimesso al Ministro.

Il Presidente FAND Giovanni Pagano ha evidenziato il problema relativo al ritorno nelle scuole delle classi differenziate. Infatti è acclarato che, pur essendo vietato dalla legge, gli alunni vengono raggruppati in un unico ambiente ed assistiti da personale non qualificato.

Prende la parola Pietro Barbieri della FISH che asserendo preferirebbe che il 10 gennaio si insediasse l’Osservatorio. La FAND si dichiara d’accordo. Vengono poi letti i nomi dei componenti dell’Osservatorio e si procede ad una richiesta di  sostituzione,  da parte della FISh, del dott. Sevi con quello del dott. Nardocci.

La Dr.ssa Boda comunica che la riunione dell’insediamento si terrà il 10 gennaio 2012 alle ore 17 nel salone del  Ministero e sarà presente anche il Comitato Tecnico e la Consulta delle associazioni.

 L’evento sarà seguito dalla stampa. 

Il Ministro aprirà i lavori e sulla base delle proposte stabilirà i fondi. Dopo un mese si inizierà già a chiedere conto dell’operato.

Oltre a ciò si chiederà conto anche dell’esito di difficili casi sottoposti presentati perché  i problemi siano risolti prima dell’inizio dell’anno scolastico.

Barbieri replica che è necessario capire quale sarà l’orientamento della spesa pubblica. La Dr.ssa Boda ribadisce che i fondi dovrebbero essere sufficienti per risolvere le problematiche e per procedere alla formazione,

Le scuole non vanno oberate di problemi ma sostenute.

La formazione dei docenti è necessaria ma dobbiamo agire sui curricuilari per i quali si investiranno i fondi della legge 440.

Si potranno  fare convenzioni con varie Università per la realizzazione di un master  sul tema dell’autismo, ritardo, sindromi e riabilitazione. 

Il dott. Nocera osserva che occorre fare una distinzione tra formazione iniziale e formazione in servizio  e questo problema va risolto con il Ministro con l’appoggio dei sindacati, per trovare un accordo per la formazione dei docenti.

Molti si spacciano per organizzatori di corsi e vanno fermati disconoscendo coloro che si autoattribuiscono presunte qualità inesistenti.  Per quanto riguarda  i corsi di riqualificazione riguarderanno docenti che poi saranno specializzati.

Il dott. Nocera informa che l’ANSAS (Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica), ha pubblicato un bando con i criteri di qualificazione, pur non avendone i requisiti, dando da tre a sei punti,  con i risultato finale di aver creato formatori squalificati.

 Il Ministro dovrà prendere posizione ed annullare tali bandi palesemente illegali. Il dott. Nocera ribadisce che si possono programmare corsi usando le 80 ore previste per le attività non destinate all’insegnamento ed il Dr. Ciambrone  comunica che è previsto un fondo per gli insegnanti che operano fuori dell’orario.

Il Presidente FAND, Pagano dichiara che sarebbe il caso di incontrare prima il Ministro e poi procedere all’insediamento dell’Osservatorio ma alla fine l’assemblea conviene che è meglio farlo partire. In ogni caso la Dr.ssa Boda riferisce che il  Ministro sarà infornato con tempestività e che molte decisioni potranno essere prese velocemente e che all’incontro con i sindacati saranno presenti anche le associazioni. Nell’Osservatorio sarà inserito anche il Fonax -,l’Ossevatorio delle famiglie, che ne sarà anche membro di diritto. 

Si riprende il discorso dell’URP (Ufficio Relazioni con il  Pubblico) e tutti concordemente ribadiscono  che deve essere attentamente valutata la professionalità delle risposte  e che se sarà seguito sarà una buona soluzione ai problemi della disabilità; si potrebbe avere uno spazio on-line sul sito del Ministero da condividere. Il Dr. Ciambrone ipotizza la possibilità di creare un link per le varie disabilità e per i vari eventi.

Riprende la parola la Dr.ssa Boda che ipotizza per il 3 dicembre 2012 di celebrare la giornata della disabilità alla presenza del Presidente della Repubblica, preceduta da una campagna di diffusione con la scuole di tutta Italia  e con la realizzazione di un elaborato, che sarà premiato in quella data.

L’ultima problematica esposta è quella della necessità di realizzare una sinergia istituzionale con  Ministero del lavoro, Pubblica istruzione,  Pari Opportunità, Salute  e famiglia.

La dott.ssa Boda si impegna a ciò e che coopererà lei stessa per richiedere un protocollo con i suoi pari grado dei vari ministeri sopra elencati.

Non avendo null’altro da discutere  la riunione si è conclusa alle ore 14.05.

 




presentazione online delle domande di aggravamento invalidità civile

 

L’INPS con messaggio n. 19535 ha disposto una nuova funzionalità nel sistema telematico relative all’invio delle domande di invalidità civile.

Tale funzionalità riguarda la possibilità di inviare una domanda di aggravamento anche nel caso in cui sia già presente una richiesta di visita medica di accertamento.

Nel caso in cui il soggetto non sia stato ancora visitato dalla ASL , la visita di aggravamento viene associata alla prima così che in una unica data possa essere valutata sia la prima domanda che l’aggravamento.

Nel caso in cui il soggetto sia stato già visitato presso la ASL, la visita per l’aggravamento verrà fissata possibilmente entro 15 giorni dalla data della domanda (legge n. 80/2006).

 




Contribuzione alle prestazioni sociali agevolate – Reddito ISEE e reddito personale.

La quinta sezione del Consiglio di Stato con la sentenza n. 5185/2011 ha confermato un precedente indirizzo, è intervenuta sulla questione relativa al reddito di riferimento (nucleo familiare o individuale) da considerarsi ai fini della contribuzione dei portatori di handicap alle spese per prestazioni sociali agevolate.

Il Consiglio di Stato ha ritenuto che il principio generale di cui al dlg n. 109/98 che considera il reddito del nucleo familiare (ISEE) come criterio di riferimento per l’ottenimento delle prestazioni sociali agevolate incontra delle deroghe. Infatti nei casi di soggetti con handicap permanente grave e di ultrasessantacinquenni non autosufficienti e limitatamente alle prestazioni inserite in percorsi integrati di natura socio-sanitaria, erogate a domicilio o in ambiente familiare, sia di tipo diurno che continuativo, il riferimento patrimoniale è costituito dal reddito personale del disabile avente titolo alle prestazioni e non quello del nucleo familiare.



PARTECIPAZIONE DEI MEDICI ANMIC NELLE COMMISSIONI DI VERIFICA STRAORDINARIA. ESCLUSIONE DEI MEDICI ANFFAS

Si porta a conoscenza delle SS.LL. che il TAR Lazio, sezione terza-quater, con Ordinanza n. 2606/2011, ha affermato che, ai sensi dell’art. 10, comma 1, d.l. n. 203 del 2005, come modificato dalla legge di conversione n. 248 del 2005, la partecipazione dei rappresentanti medico-legali nelle Commissioni di verifica straordinaria compete ai soli medici dell’ANMIC, dell’UIC e dell’ENS, con esclusione di quelli ANFFAS.

Vogliate, pertanto, controllare l’applicazione corretta di tale principio, già contenuto nei messaggi INPS n. 6763 e 8146 del 2011.




Comunicato stampa FAND "I diritti dei disabili non sono negoziabili"

FAND

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

“I diritti dei disabili non sono negoziabili”

 

Il giorno 31 maggio 2011 si è riunita in seduta straordinaria, nei locali dell’ENS, la FAND per esaminare la proposta del Movimento Europeo dei Disabili (EDF) di organizzare una fortissima campagna di sensibilizzazione nei confronti della Commissione europea, del Parlamento e del Consiglio dei Ministri per ridurre al minimo l’impatto negativo sulle politiche sociali nei confronti dei disabili da parte della crisi finanziaria che attanaglia l’Europa e non solo. Il Presidente dell’E.D.F. Yannis Vardakastanis, ha tuonato con voce forte e chiara che i disabili europei non sono responsabili della crisi economica e quindi non devono pagarne le conseguenze, aggiungendo, poi, con voce altrettanto forte e chiara, che i diritti umani non sono negoziabili. L’Assemblea dell’E.D.F. ci chiama ad una forte azione di sensibilizzazione dei politici e dell’opinione pubblica e a tale scopo ha approvato una Risoluzione secondo la quale, bisogna far leva sui principi sanciti nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità: su tutti "niente su di noi senza di noi".    

La Commissione europea ha sottoscritto e ratificato tale Convenzione ed ora è chiamata ad attuarla.

La FAND condivide l’impostazione dell’EDF e decide di partecipare all’azione di protesta che si svolgerà prossimamente in tutta Europa. I disabili italiani non si sentono responsabili della crisi al di là delle campagne diffamatorie che sono state fatte nel nostro paese in nome dei falsi invalidi per colpire in realtà gli invalidi veri. Quindi, i disabili hanno delle buone ragioni per alzare la voce, perché spesso sono chiamati a pagare due volte gli effetti della crisi economica: una volta come cittadini e un’altra come disabili e ciò è sommamente ingiusto.

Da cinque anni, ormai, subiamo più o meno in silenzio tagli inauditi alla spesa sociale; sono ridotti al lumicino il Fondo sociale, il Fondo per la solidarietà, il Fondo per l’occupazione; è stato completamente azzerato il Fondo per la non autosufficienza; quasi inesistente il budget per il Servizio Civile Volontario; l’istruzione e il lavoro sono state, nel corso del tempo, per tutti i disabili italiani, le vie maestre per la loro integrazione sociale: ora sono fortemente a rischio.

Si vocifera con insistenza di tagli che dovrebbero aggirarsi intorno ai 40 miliardi: abbiamo delle buone ragioni per pensare che la maggior parte del peso dei tagli cadrà sulle spalle dei più deboli. Ci sono, quindi, tutte le condizioni per scendere in piazza e gridare “con voce forte e chiara” che i diritti dei disabili non sono negoziabili. La FAND ha deciso di far coincidere l’azione di protesta con quella del Forum del Terzo Settore  e della FISH che scenderanno in piazza il giorno 23 giugno con le stesse motivazioni.




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FAND. GIOVANNI PAGANO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELLA FEDERAZIONE

Fand. Pagano riconfermato alla guida della federazione

Priorità a lavoro e riorganizzazione territoriale. Queste le sfide per il nuovo mandato del presidente della Federazione tra le associazioni nazionali dei disabili rieletto all’unanimità nei giorni scorsi. Giovanni Pagano: "Con il lavoro ci si trova davanti a cittadini attivi non più costretti a fare pressione per l’assistenza, per un sussidio o per una pensione"

ROMA - Inserimento lavorativo e riorganizzazione territoriale sono questi alcuni dei temi a cui la Federazione tra le associazioni nazionali dei disabili (Fand) cercherà di dare una svolta nei prossimi anni. E’ quanto promette Giovanni Pagano, già presidente della Federazione che nei giorni scorsi ha ricevuto all’unanimità la riconferma del mandato per altri quattro anni. Una rielezione d’eccezione, anche perché se non la prima volta, è insolito che al vertice della Fand ci sia lo stesso presidente per più mandati consecutivi, in quanto fino ad oggi la carica è stata affidata a rotazione tra le diverse organizzazioni che formano la federazione, cioè Anmic, Ens e Uic. "C’è stata una volontà unanime delle associazioni storiche che hanno deciso e deliberato in questo senso - ha spiegato Pagano -. Il nostro statuto prevedeva la rotazione ogni quattro anni delle varie associazioni. In questa circostanza mi hanno pregato di continuare anche per quest’altro mandato perché ho avuto modo di affrontare e acquisire tutte le difficoltà che riguardano il mondo della disabilità. Di fronte a questa realtà sono stato riconfermato alla guida della Fand".

Si conclude, così, il primo mandato come se fosse un giro di boa, ma le acque su cui ha navigato la Fand negli ultimi anni sono state spesso difficili da governare. "Il mandato precedente è stato forse uno dei più difficili perché abbiamo affrontato la questione del rinnovo della valutazione da parte dell’Inps, tutte le difficoltà che si sono create e tutte le disparità di valutazione. In questi anni ho seguito in prima persona questi temi e molte cose siamo riusciti a risolverle cercando di far soffrire meno possibile la categoria". Pagano si dice soddisfatto delle battaglie portate avanti fino ad oggi. "Le nostre tesi erano giuste. Speriamo per il futuro di poter continuare su questa strada del dialogo con l’Inps, di cercare di smussare e risolvere problemi prima che si manifestino più marcatamente".

Tra le sfide da affrontare per il nuovo mandato al primo posto c’è l’inserimento lavorativo per le persone con disabilità. "La criticità più importante su cui dobbiamo spingere è il lavoro. In particolare dobbiamo agire sul pubblico perché vi sono parecchie realtà che hanno una scopertura che potrebbe dare respiro al settore. Riteniamo che il lavoro sia il mezzo e la via che non solo dovrebbe affrancare dalla miseria morale il disabile, ma dovrebbe non costringerlo a pressare per una assistenza, per un sussidio o per una pensione. Con il lavoro ci si trova davanti a cittadini attivi che diventeranno contribuenti e non chiederanno più l’intervento allo Stato in forma assistenziale". Tra i grandi temi, naturalmente, anche quello della non autosufficienza. "Oggi le famiglie - ha spiegato Pagano - sopportano questo peso fortissimo ed è chiaro che anche su questo tema dobbiamo dare una spinta. Bisogna dare sostegno alle famiglie aiutandole a tenere il disabile in casa dove troveranno sicuramente una realtà più umana e non cercare in tutti i modi di affidarli agli istituti".

Tra le novità, ha spiegato Pagano, anche una più attenta riorganizzazione territoriale della federazione. "Ormai tutti i progetti e le decisioni vengono prese a livello periferico - ha concluso Pagano - ed è necessario che le nostre realtà abbiano la capacità, la volontà e l’opportunità di dialogare con gli enti locali. Abbiamo chiesto di confermarci o di modificare i loro rappresentati a livello provinciale e regionale. Siamo in attesa di ricevere notizia per poi procedere e dare il via anche al rinnovo della cariche sociali all’interno delle nostri sedi locali".

(2 maggio 2011)

 




VERIFICHE FALSI INVALIDI

Verifiche falsi invalidi, ANMIC: “Contributi sospesi prima della verifica, i disabili muoiono"

Dura l’accusa del presidente Pagano all’Inps: “Tutta l’Italia è nei guai. Alle promesse di fine novembre non è seguito nulla. Non escludiamo una manifestazione nazionale”

ROMA – Non si placa la polemica sulle visite di verifica dell’Inps per scovare i “falsi invalidi”. Questa volta la denuncia parte dall’Associazione nazionale mutilati e invalidi civili (Anmic) che, per bocca del presidente Giovanni Pagano, lancia un’accusa molto dura: “Siamo in una situazione di crisi profonda e insopportabile. I disabili non stanno soffrendo, stanno morendo”. Un commento dai toni molto aspri, che il presidente dell’Anmic ha rilasciato all’Agenzia Redattore sociale, dopo l’aria di schiarita con cui si è chiuso lo scorso anno. Il 30 novembre scorso, infatti, l’Associazione degli invalidi civili aveva avuto un rassicurante incontro con il coordinatore medico generale dell’Inps, Massimo Piccioni, che aveva espresso la disponibilità dell’Istituto a una proficua collaborazione per la risoluzione dei problemi generati dal sistema per l’accertamento dell’invalidità civile. Ma dopo quella riunione è caduto il silenzio, lamenta ora l’associazione. “All’incontro del 30 novembre ne doveva seguire a breve un altro con il direttore generale Mauro Nori per dettagliare le cose e obbligare l’Inps a rispettare non solo gli impegni, ma la norma legislativa”, riferisce Pagano. “Ma nonostante il nostro impegno a rinnovare più volte la richiesta di incontro – prosegue – non è avvenuto niente”.
 
Intanto numerose segnalazioni arrivano dalle sedi locali dell’Anmic. “Tutta l’Italia è nei guai – dice ancora Pagano. – La comunicazione è a zero. L’Inps sta facendo omissione di atto di ufficio. Non ci comunicano chi viene sottoposto a visita medica e con quali risultati e non ci comunicano gli elenchi dei disabili sottoposti a valutazione, rendendoci in questo modo difficile verificare se ci sono invalidi che hanno necessità di rappresentanza e di tutela”. Insomma, per il presidente dell’Anmic siamo al “fallimento totale”: una situazione aggravata dalla sospensione del trattamento economico, in alcuni casi, anche prima della visita di verifica da parte dell’Inps. “Così – è l’amara riflessione – prima che la persona possa avere ragione, rivolgendosi alla magistratura, potrebbe passare anche un anno. Con il rischio che quel disabile morirà senza vedere ripristinato il proprio trattamento economico”.

Nel frattempo l’Anmic ha già fatto un primo passo inviando, nella giornata di ieri, una dura lettera all’Inps. “Se non riceveremo una risposta in tempi brevi interesseremo il ministro, il Parlamento e tutta l’opinione pubblica – avverte Pagano –. E non escludiamo che ci organizzeremo per una manifestazione nazionale di tutta la categoria. Siamo andati oltre i limiti di sopportazione – conclude –. Non c’è più possibilità di sopravvivenza”. (ap)

Fonte: redattore sociale

 




ACCERTAMENTO INVALIDITÀ: UN TAVOLO ANMIC-INPS PER AFFRONTARE TUTTE LE PROBLEMATICHE

A seguito delle nuove norme, forti difficoltà e disagi per le persone disabili italiane. Le richieste dell’associazione degli invalidi civili all’Istituto di previdenza. Con alcuni risultati raggiunti

Tante le difficoltà e il disagio da cui è colpito il mondo della disabilità  da quando sono state introdotte le nuove norme per l’accertamento dell’invalidità. Lo fa presente “con enorme insofferenza e forte rammarico” l’Anmic, Associazione nazionale mutilati invalidi civili, per bocca del suo presidente Giovanni Pagano, che proprio in questi giorni e “dopo innumerevoli richieste” è riuscito a incontrare il direttore generale Inps Mauro Nori.

A seguito delle decisioni del governo, l’Inps è infatti l’attore principale della messa in pratica delle nuove norme.

All’incontro - presenti per l’Inps anche il coordinatore medico generale Massimo Piccioni, il direttore centrale pensioni Gabriele Uselli e il direttore centrale sistemi informativi e tecnologici Giulio Blandamura - Pagano ha espresso non solo le preoccupazioni della categoria ma “una vera e propria accusa”, spiega il presidente dell’associazione. Questi i temi e le richieste avanzate:  innanzitutto, è stato ribadito come non vi sia nessuno e nessun territorio che si salvi dal disagio apportato dalle nuove procedure; per questo, è stato richiesto un raccordo più diretto tra l’Istituto di previdenza e l’Anmic (che ha funzione di tutela oltre che di rappresentanza delle persone con disabilità), sia a livello provinciale che nazionale; “di fronte ad ulteriori rinvii sul rispetto degli obblighi cui l’Inps è tenuto – ha messo in evidenza Pagano -, saranno intraprese azioni anche di carattere giudiziario; infine l’Anmic ha tenuto a dimostrare come “l’esternalizzazione di alcuni servizi, da parte di Inps, ad alcune società fuori della sua struttura aggraverà ancor di più tutta la situazione”.

Una situazione pesante, di fronte alla quale l’Istituto di previdenza, dopo aver “ammesso che il sistema informatico ha generato non poche disfunzioni” come racconta Giovanna Pagano e aver annunciato che è in atto una sua revisione, si è assunto alcuni impegni con la comunità delle persone disabili rappresentata dall’Anmic.

Innanzitutto va detto che entro i primi dieci giorni di febbraio sarà istituito un tavolo tecnico permanente Anmic-Inps che si riunirà con cadenza mensile per affrontare tutte le problematiche inerenti l’accertamento dell’invalidità civile.

Quanto agli impegni, “in relazione al piano delle verifiche straordinarie, le Commissioni stesse saranno integrate dal medico dell’Anmic. A tal proposito l’Inps si è impegnata a comunicare alla Direzione generale Anmic – spiega ancora Pagano - il numero dei sanitari da designare, distinti per provincia”. Sarà poi cura dell’associazione richiedere i nominativi alle sedi provinciali e ad inviarli all’Inps  centrale.

In secondo luogo, la Direzione generale Anmic trasmetterà tutti gli indirizzi e-mail delle sedi provinciali dell’associazione, al fine di permettere all’Istituto di inviare alle sedi stesse gli elenchi delle pratiche definite (indicanti nome, cognome, indirizzo). L’Inps trasmetterà così, con i dovuti omissis, in formato pdf, i verbali di coloro che hanno eletto domicilio presso le sedi provinciali Anmic e che sono dalle stesse rappresentate.

(Redattore sociale 31 gennaio 2011)

 




Invalidità civile e INPS: ORA BASTA !

 

 

 

 

 

 

Ufficio: Presidenza                            Roma 24 gennaio 2011

                                                                      

 

Ai Presidenti Provinciali,

Regionali e a tutti gli Associati ANMIC

 

 

Come è a tutti  Loro noto, all’inizio di dicembre 2010 sono stato ricevuto dal Coordinatore Medico Legale Centrale dell’INPS Prof. Massimo Piccioni concordando le soluzioni  relative alla trasmissione degli elenchi delle persone sottoposte ad accertamenti di invalidità civile e alla trasmissione dei verbali presso le sedi provinciali ANMIC per quei soggetti che, rappresentati e difesi dall’Associazione, eleggono domicilio presso le stesse.

In quella sede veniva rappresentato che la formalizzazione dell’intesa e la operatività di quanto concordato sarebbero avvenute prima delle festività natalizie, alla presenza del Direttore Generale INPS dott. Mauro Nori.

Allo stato, nonostante numerosi ulteriori solleciti, non abbiamo ricevuto alcuna notizia di convocazione.

In conseguenza, essendo notevoli e non più tollerabili i disagi delle sedi provinciali ANMIC e non essendo giustificabile il comportamento dell’INPS, si comunica che nei prossimi giorni saranno rappresentate le iniziative giudiziarie (class action, ricorsi ex art 700 cpc., tutela contro comportamenti discriminatori ex legge n° 67/2006 ecc) che la sede centrale e le sedi provinciali dell’ANMIC potranno attivare per tutelare il diritto alla rappresentanza e alla difesa dei disabili.

Non si esclude al momento anche la possibilità di una manifestazione contro comportamenti non accettabili, ingiustificati, illeciti ed illegittimi assunti dall’INPS.

Cordiali saluti

 

                                                Il Presidente Nazionale ANMIC

                                                             Giovanni pagano

 

 

 

 




Importi delle pensioni, assegni e indennità spettanti agli invalidi civili e limiti di reddito per l'anno 2011

Importi delle pensioni, assegni e indennità spettanti agli invalidi civili e limiti di reddito per l’anno 2011.

 

Per effetto della perequazione annuale, il cui indice di variazione è stato determinato con decreto del Ministro dell’economia e finanze 19 novembre 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficile n. 279 del 29 novembre 2010, gli importi delle pensioni, assegni e indennità spettanti agli invalidi civili nel corrente anno 2011 e i relativi limiti di reddito sono i seguenti:

 

Pensione di inabilità (invalidi totali)

Limite di reddito

     260,27 euro

15.305,79 euro

Assegno mensile (invalidi parziali)

Limite di reddito

     260,27 euro

  4.470,70 euro

Indennità mensile di frequenza (minori ipoacusici non autosufficienti)

Limite di reddito

     260,27 euro

 

  4.470,70 euro

Indennità di accompagnamento (invalidi non deambulanti o non autosufficienti)

     487,39 euro

Pensione sociale (invalidi ultrasessantacinquenni)

Limite di reddito

           Invalidi totali

          Invalidi parziali

    266,43 euro

 

15.305,79 euro

  4.470,70 euro

Assegno sociale (invalidi ultrasessantacinquenni)

Limite di reddito

           Invalidi totali

          Invalidi parziali

     339,83 euro

 

15.305,79 euro

  4.470,70 euro

 

In applicazione dell’articolo 67 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e dell’articolo 52 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, la pensione sociale e l’assegno sociale sono aumentati di 77,47 euro mensili alla condizione che l’invalido e l’eventuale suo coniuge non abbiano alcun reddito soggetto a IPREF. Se l’invalido e il suo coniuge hanno dei redditi che superano un limite prefissato, l’aumento non spetta. Se invece i redditi dell’invalido, cumulati con quelli del coniuge non superano detto limite, l’aumento spetta in misura ridotta.

Considerando il suddetto aumento nella misura intera e subordinatamente alle condizioni reddituali previste, la pensione sociale è elevata a 343,90 euro mensili e l’assegno sociale a 417,30 euro mensili.          

A norma dell’articolo 38 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, gli invalidi civili di età superiore a 70 anni in godimento di pensione sociale o di assegno sociale e gli invalidi civili totali di età superiore a 60 anni in godimento di pensione di inabilità hanno diritto ad una maggiorazione della loro pensione, tale da far raggiungere, nell’anno in corso, l’importo complessivo di 603,87 euro mensili.

Tale maggiorazione è subordinata ai seguenti limiti massimi di reddito:

-       reddito personale: euro 7.850,31 annui;

reddito cumulato con quello (eventuale) del coniuge: 13.275,21 euro



PRIMA RIUNIONE DELL'OSSERVATORIO SULLA DISABILITA', SACCONI DA' IL VIA AI LAVORI

Prima riunione dell’Osservatorio sulla disabilità, Sacconi dà il via ai lavori

Avvio ufficiale per l’organismo che si attendeva da oltre un anno e mezzo: subito una panoramica generale dei problemi da affrontare e l’organizzazione dei lavori in commissioni di lavoro. Pagano (Fand): “Finalmente il via, peccato aver perso tanto tempo”

ROMA – Una prima riunione per scaldare i motori e decidere il metodo di lavoro che sarà seguito nei prossimi mesi. E’ stato il ministro del Lavoro e Politiche sociali Maurizio Sacconi a dare il via stamane alla prima riunione fra i componenti dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, l’organismo previsto dalla legge che ha ratificato in Italia la Convenzione Onu sui diritti delle persone disabili. Un avvio atteso da un anno e mezzo (la costituzione avrebbe dovuto avvenire entro il giugno 2009) e diventato oggi realtà due settimane dopo la nomina dei membri, decisa con decreto del ministro lo scorso 30 novembre.
 
Nelle due ore e mezza di incontro, nel corso della quale hanno preso la parola numerosi partecipanti, sono stati citati i problemi di carattere generale che l’Osservatorio sarà chiamato ad affrontare. Il ministro Sacconi, inaugurando i lavori, ha citato l’importanza dei temi della famiglia, del lavoro (legge 68/99 che viene elusa) e della scuola, ricordando il dovere del contenimento della spesa e auspicando un impegno ad ampio raggio sia sul versante della conoscenza (il reperimento di dati sulla disabilità che possano orientare la discussione e suggerire soluzioni alle difficoltà riscontrate) sia sul versante dei compiti particolari dell’Osservatorio, ad iniziare da quello di verifica sull’attuazione della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.
 
Dopo l’apertura del ministro, è stata la volta degli interventi di numerosi componenti dell’Osservatorio, costituito da 40 membri con diritto di voto e altri dieci senza diritto di voto. Ad essere rappresentati sono i rappresentanti di diversi ministeri, istituzioni, enti pubblici e previdenziali, organizzazioni sindacali, insieme a 15 esponenti delle organizzazioni del non profit impegnate per la tutela dei disabili e dei loro familiari. La principale decisione è stata quella di organizzare il lavoro in commissioni tematiche che affronteranno in autonomia le singole questioni, per poi riportarle – in base all’ordine dei lavori che sarà deciso – nel comitato scientifico e nella plenaria. Le riunioni collettive si terranno, probabilmente, una volta ogni tre mesi.
 
“E’ un bene essere finalmente partiti – commenta dopo la riunione il presidente della Fand Giovanni Pagano – perché aspettavamo questo momento da un anno e mezzo: ora la prioirtà è quella di organizzarsi al meglio perché i lavori possano essere proficui e mirati. I problemi, dalla scuola al lavoro, dalla non autosufficienza alla scarsa assistenza domiciliare, fino all’istituzionalizzazione, li conosciamo bene e su di essi sono state spese molte parole. Ora arriva il tempo della concretezza”. (ska)

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COMUNICATO STAMPA ANMIC

Comunicato Stampa ANMIC

PENSIONI DI INVALIDITA’: L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MUTILATI E INVALIDI CIVILI INCONTRA L’INPS

Il 30 novembre 2010 il Presidente nazionale ANMIC Giovanni Pagano è stato ricevuto del Coordinatore Medico Generale dell’INPS,  prof. Massimo Piccioni.

Nel corso dell’importante incontro il Presidente Pagano ha esposto il disagio e le difficoltà che il sistema per l’accertamento dell’Invalidità Civile tuttora genera nei confronti della categoria.

Il prof. Piccioni ha espresso la disponibilità dell’Istituto ad una proficua collaborazione per la risoluzione delle problematiche presenti.

Il Presidente Pagano ha nell’occasione ribadito:

·         Il diritto dell’ANMIC a ricevere gli elenchi dei soggetti sottoposti a visita medica, a prescindere dall’esito dell’accertamento; diritto rafforzato ulteriormente dalla Legge n.  183 del 4/11/2010 art. 24 comma 6.

·         Ha invitato l’INPS ad ottemperare al protocollo d’intesa, sottoscritto con ANMIC nel febbraio scorso, in particolare l’articolo 7 comma 1 e comma 2 (invio del verbale di visita all’ANMIC dei soggetti che hanno eletto domicilio presso la sede prov.le ANMIC ed i flussi per il monitoraggio delle domande).

·           Ha proposto l’istituzione , presso l’INPS, di un organismo che tratti le problematiche attinenti alla disabilità. Il prof. Piccioni ha ritenuto significativa tale richiesta, palesando, al contempo, l’impegno ad attuarla.

Relativamente, poi, al piano di verifiche straordinarie previste per l’anno 2011, il prof. Piccioni si è reso disponibile a concordarne le modalità con le Associazioni di categoria.

Si è convenuto infine di stabilire un nuovo incontro a breve, da concordare nei tempi, con la segreteria del Direttore Generale INPS dott. Mauro Nori che sarà presente all’incontro.

Roma 1° dicembre 2010

 




APPELLO AI GENITORI ALUNNI DISABILI

                                    APPELLO AI GENITORI

DEGLI ALUNNI CON DISABILITÀ

FREQUENTANTI LA SCUOLA DELL’INFANZIA O LA SCUOLA PRIMARIA,

LA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO O DI SECONDO GRADO.

 

L’anno scolastico è appena iniziato e, come ogni anni, auspichiamo che tutto sia pronto perché i nostri figli possano trovare qualità e competenza, che li accompagni nell’iter scolastico.

Come ogni anno, però, si registrano situazioni “non coerenti” con una scuola di qualità: classi sovraffollate, più alunni con disabilità inseriti nella stessa classe, progetti e proposte di potenziamento dell’offerta formativa rivolte prevalentemente ai soli alunni con disabilità oppure agli alunni disabili insieme a quelli ritenuti a rendimento scolastico poco adeguato.

Noi che perseguiamo e vogliamo la scuola dell’inclusione, dove ogni alunno possa esercitare il suo diritto all’educazione e all’istruzione, a vivere con gli altri e ad imparare come gli altri, nel rispetto delle capacità del singolo, non possiamo non raccogliere le segnalazioni preoccupanti che pervengono da più parti di Italia, senza distinzione di regione. Dalle Alpi alla Sicilia.

Nel corso della riunione del 22 settembre 2010 con le Federazioni dei disabili, il Ministero ha dichiarato che sarebbe intervenuto in relazione alle segnalazioni che perverranno da parte delle Associazioni.

Il nostro appello è rivolto a TUTTI i GENITORI dei bambini/e e dei ragazzi/e con disabilità, anche a coloro che non sono iscritti a nessuna associazione: compilate il modulo di seguito e inviatelo o al fax n. 06/76964006 o tramite e-mail all’indirizzo anmic@anmic-italia.org, dopo averlo attentamente compilato.

Le segnalazioni riguardano gli alunni iscritti nelle sezioni della Scuola dell’INFANZIA, nelle classi  della scuola Primaria, della scuola secondaria di Primo Grado, della scuola secondaria di Secondo Grado in cui si sono presenti le seguenti condizioni:

a)      classi numerose

b)      più alunni con disabilità nella stessa classe

c)      progetti o attività di potenziamento rivolte a soli alunni con disabilità

d)     frequenza in gruppi più o meno permanenti chiamati “nuclei potenziati” o nomi analoghi ai quali partecipano esclusivamente alunni con disabilità

e)      progetti o attività rivolte ad alunni con difficoltà scolastiche e alunni con disabilità.

Le segnalazioni pervenute saranno inoltrate al Ministero da parte dell’ A.N.M.I.C., così come richiesto dal Ministero stesso.

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 INVIARE IL MODULO  A:Direzione nazionale ANMIC - Via Maia n. 10 - 00175 ROMA

Fax 06/76964006  anmic@anmic-italia.org




Comunicato stampa

Comunicato stampa

FAND e FISH e l’inclusione a scuola:

                                     confronto con il Ministero

 

Era previsto e si è svolto regolarmente  (3 novembre) l’atteso confronto fra le Federazioni delle persone con disabilità (FAND e FISH) e i dirigenti del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Il tema sul tavolo: le effettive politiche di inclusione scolastica delle persone con disabilità e gli ostacoli che ne frenano l’attuazione.

 

Primo dato interessante fornito dal Ministero: a fronte di circa 4.000 unità in più di insegnanti per il sostengo, c’è stato un aumento – omogeneo su territorio nazionale – degli alunni con disabilità certificata superiore rispetto agli anni precedenti di circa 5.000 unità. Quindi: più insegnanti di sostegno, ma anche più alunni disabili.

 

Non ci sono ancora dati, invece, sul numero delle classi sovraffollate nonché sul numero di quelle con eccessiva concentrazione di alunni con disabilità. Saranno disponibili a fine anno e comunque dopo aver sentito il Garante per la Privacy.

 

Altro tema forte: la formazione obbligatoria di tutti i docenti rispetto ai temi della disabilità. È stato rilevato che la formazione preliminare è in parte prevista da un recente Regolamento MIUR, per la cui attuazione è stata insediata una commissione di esperti che definirà i programmi. Rispetto invece alla formazione in servizio, il Ministero organizzerà un incontro con le organizzazioni sindacali al quale sarà invitata una delegazione di FAND e FISH. L’effettiva realizzazione dei corsi di formazione in servizio sarà condizionata dai tagli operati dal Ministero dell’Economia.

 

Le Federazioni hanno poi manifestato perplessità sulle recenti disposizioni (art. 5, comma 2, Legge 170/2010) che stabiliscono il possibile esonero dallo svolgimento delle lingue straniere per gli studenti certificati con “disturbo specifico dell’apprendimento”. La normativa vigente, però, non prevede il conseguimento del diploma per chi non sostiene tutte le prove d’esame. Su questa situazione di paradosso si attende un chiarimento ministeriale.

 

Altra richiesta delle Federazioni: la riattivazione dell’Osservatorio Scolastico Ministeriale, proposta sulla quale il Ministero si è dichiarato disponibile a valutare ipotesi formulate dalle due Federazioni.

 

 

 

Il Presidente Nazionale Fish

Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap

Il Presidente Nazionale Fand

Federazione tra le Associazioni Nazionali

dei Disabili

Pietro Vittorio Barbieri

Giovanni Pagano




NUMERO VERDE ANMIC

E’ attivo il nuovo numero verde ANMIC della Direzione Nazionale che consente di chiamare gratuitamente, per ogni informazione sull’invalidità civile, la nostra Associazione.

 Il numero è:

800 660055

E’ attivo nei giorni di:

 

martedì dalle                15.00 alle 16.00

            mercoledì dalle            12.00 alle 13.30

            giovedì dalle                12.00 alle 13.30

            venerdì dalle                12.00 alle 13.00




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